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La Lega svizzera provoca (e cita Jannacci): “Chiudiamo i confini con l’Italia per vedere l’effetto che fa”

Il limite della tolleranza sembra essere stato superato. La Svizzera si interroga sul silenzio del Consiglio Federale dinnanzi a quella che viene definita una persistente campagna d’odio mediatica e istituzionale proveniente dall’Italia, scaturita a seguito del drammatico rogo di Crans.

Il caso delle fatture ospedaliere

Al centro della polemica più recente si trova la gestione delle fatture ospedaliere. La Svizzera è stata duramente criticata per aver applicato le normative internazionali che regolano l’assistenza sanitaria all’estero, regole vigenti ben prima del rogo del Constellation.

La polemica non risparmia la politica interna svizzera. Su Il Mattino della Domenica – settimanale della Lega dei Ticinesi – il “governicchio” federale è accusato di eccessiva debolezza.

E proprio dalle colonne del giornale si leva una serie di accuse:

  1. Accordo di Dublino: Dal 2022 l’Italia non applicherebbe il trattato, obbligando la Svizzera a farsi carico di migranti con un costo extra di decine di milioni di franchi per i contribuenti elvetici.

  2. Secondo quanto dichiarato dal consigliere di Stato leghista Norman Gobbi sul Corriere del Ticino, l’Italia risulterebbe morosa nel pagamento di diverse fatture sanitarie. Oltre ai costi di Crans-Montana, peserebbero i mancati incassi legati al caso di Campione d’Italia e altri arretrati che incidono sui premi di cassa malati in Svizzera.

Per far luce su questi “debiti”, è stata inoltrata un’interpellanza a Berna affinché il Governo chiarisca l’entità dei mancati pagamenti prima di procedere con la firma di ulteriori accordi con l’Unione Europea.

La Lega dei Ticinesi, tramite un’interpellanza al Consiglio Federale, ha chiesto ufficialmente la convocazione dell’ambasciatore italiano, lamentando come altri Stati avrebbero già rispedito il diplomatico a Roma.

La proposta provocatoria in arrivo dalla Lega dei Ticinesi: “Chiudere i confini con l’Italia per una settimana per vedere l’effetto che fa”. Una volontaria o involontaria citazione del grandissimo Enzo Jannacci in “Vengo anch’io. No, tu no”.

“Perfino la Regione Lombardia si è messa a gettare pupù nel ventilatore, dimenticandosi sia degli 80mila frontalieri lombardi che hanno la pagnotta sul tavolo grazie al Ticino, che di tutti i suoi concittadini che vivono nel nostro Paese”, si chiude l’attacco.

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