Un clima di forte tensione ha avvolto Dongo, in provincia di Como, durante la commemorazione dei gerarchi fascisti fucilati nel 1945. L’evento ha visto la contrapposizione tra militanti di destra e centinaia di manifestanti antifascisti, con la partecipazione dell’eurodeputata Ilaria Salis.
Il rito e la contromanifestazione sul Lago di Como
Questa mattina, domenica 26 aprile, circa cinquanta militanti si sono riuniti sul parapetto del lago per omaggiare i quindici gerarchi fascisti giustiziati il 28 aprile 1945. Dopo la deposizione dei fiori, i nostalgici hanno eseguito il saluto romano e urlato il “presente!”, scatenando l’immediata reazione della piazza vicina.
A pochi metri di distanza, infatti, separati da un imponente cordone di polizia, decine di antifascisti hanno risposto alla chiamata dell’Anpi. Al ritmo di “Bella Ciao”, i contestatori hanno espresso il loro dissenso, arrivando a lanciare palloncini pieni di sterco contro i neofascisti che hanno partecipato al raduno. Qui sotto, il video dell’agenzia stampa Lapresse.
Le voci dello scontro: da Salvatore Ferrara a Ilaria Salis
Il confronto si è spostato anche sul piano delle dichiarazionii. Salvatore Ferrara (Rete dei Patrioti) ha rivendicato con orgoglio la sua partecipazione nonostante le possibili ripercussioni giudiziarie per i saluti romani in pubblico: “Prendo la denuncia e me ne vanto. Sono medaglie”.
Al presidio antifascista era presente anche l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra Iaria Salis, la qale ha espresso parole durissime contro la manifestazione: “Mi fa rabbia il tentativo di riscrivere la storia e legittimare ideologie che hanno promosso rastrellamenti, deportazioni e genocidi”.
Salis ha poi puntato il dito contro il contesto politico attuale, parlando di “una sorta di normalizzazione, anche colpa di questo governo post fascista.”