Che incredibile destino le Province e i loro presidenti. Contestatissimi negli anni ruggenti dell’antipolitica un tanto al chilo tanto da essere eletti a fuor di popolo e demagogia a sintomo di tutti gli italici mali, poi devastate e svuotate – o meglio, mortalmente ferite ma non tanto da ucciderle – dalla cosiddetta legge Delrio, e adesso ancora in uno stato di salamoia apparente ma nuovamente dotate di un sostanzioso compenso per i numeri uno ai vari timoni.

Il piccolo, ennesimo capolavoro del contorsionismo tricolore – che forse in assoluto non è nemmeno sbagliato, ma con l’oggettivo effetto di come un atto isolato, slegato da qualsiasi logica organiza, in ultima analisi senza un capo né una cosa – si deve alla legge 157 del 2019 che ha stabilito che i “Presidenti di Provincia percepiscano un’indennità, a carico del bilancio della Provincia stessa, determinata in misura pari a quella del Sindaco del Comune capoluogo, in ogni caso non cumulabile con quella percepita in qualità di Sindaco”.

Provvedimento che naturalmente interessa anche il presidentissimo di Villa Saporiti, Fiorenzo Bongiasca, che è anche sindaco di Gravedona e Uniti (e che ha già rinunciato a questa specifica indennità).
Oggi la legge prevede che ai sindaci di Comuni Capoluogo di Provincia con popolazione da 50.001 a 100.000 abitanti (Como ne ha 84mila) sia corrisposta l’indennità di funzione prevista per i Sindaci di Comuni con popolazione da 100.001 a 250.000 abitanti.

E dunque, “considerato che la tabella A allegata al DM 119/2000 prevede che l’indennità di funzione prevista per i sindaci di Comuni con popolazione da 100.001 a 250.000 abitanti sia di Lire 9.700.000, pari a € 5.009,63”, a cui bisogna sottrrre una decurtazione del 10%, ecco il nascere il compenso esatto per Bongiasca: 4.598 euro lordi mensili (58.702 annui) a cui va applicata l’Irap.