Si riaccende la vecchia e mai sopita rivalità tra Como e Varese. Questa volta, terreno dello “scontro”, è il turismo. Nessuna polemica accesa ma solo la constatazione, da parte del sindaco di Varese Davide Galimberti, di come la realtà comasca stia ormai diventando insostenibile.
Overtourism, visitatori sempre più indisciplinati, costi alle stelle e cittadini prigionieri della propria città, tratteggiano un quadro allarmante, nonostante gli indubbi numeri sempre in crescita delle presenze da tutto il mondo.
Ecco allora che Davide Galimberti, durante un podcast (Next move), nel quale ripercorre i 10 anni di mandato (si voterà nel 2027 anche a Varese), provocato simpaticamente da uno degli intervistatori che gli chiedeva se preferisse Como o Varese, con una risata affronta il tema della vivibilità e sostenibilità dei due territori.
“Ovviamente Varese e non sono solo io a dirlo, sarebbe scontato. Ci sono molti comaschi, e lo dico avendo molti amici di Como, che vorrebbero trasferirsi qui – spiega il sindaco – A Como c’è un evidente problema di vivibilità. Si tratta di una realtà presa d’assalto 365 giorni all’anno, insostenibile. E un modello a cui noi non guardiamo con interesse, almeno non io”.

Le differenze sono diverse. “Da noi, e i dati ci confortano, si guarda a più elementi. Il nostro è un turismo legato allo sport, ad eventi, non è quello tipico di Como, città assediata – aggiunge il sindaco – Non abbiamo ovviamente quei numeri ma se così fosse il territorio non sarebbe più vivibile. Noi, nel nuovo strumento urbanistico, prevediamo il turismo tra i temi più importanti ma non quello di Como anche perché abbiamo la fortuna di avere un sistema economico diversificato mentre a Como si rischia di concentrarsi solo su quello con ricadute magari negative anche su altri settori”.
Quindi a Varese più “attenzione al verde, agli eventi, allo sport, al paesaggio. Un territorio più vivibile e anche meno caro”.
Un esempio è quello legato agli oltre “10 mila studenti dell’Università dell’Insubria oggi presenti qui da noi. E i numeri dicono che sono in crescita mentre calano a Como anche per i motivi di cui abbiamo parlato”.
