Una borsa appoggiata sul sedile del treno, una foto scattata senza chiedere il permesso o un rifiuto abbandonato per strada: sono piccoli gesti quotidiani che, accumulandosi, rischiano di compromettere la convivenza tra i residenti locali e i turisti.
Per prevenire queste frizioni, l’industria turistica elvetica ha deciso di correre ai ripari una campagna di sensibilizzazione nazionale intitolata “Travel with care. Leave with memories” (“Viaggia con attenzione. Vai via con i ricordi”).
L’iniziativa, promossa e coordinata direttamente da Svizzera Turismo, si propone l’obiettivo di ridurre le tensioni che talvolta si creano tra la popolazione locale e i flussi turistici, sempre più intensi e concentrati in alcune specifiche regioni del Paese.
Il messaggio chiave che accompagna tutti i materiali della campagna, distribuiti capillarmente in diverse lingue e attraverso molteplici canali, recita: “Un po’ di riguardo può fare la differenza. Per voi e per chi vive qui”.
Le regole d’oro del bon ton per i turisti in Svizzera
Gran parte delle indicazioni contenute nella campagna si configurano come semplici norme di civile convivenza. Tuttavia, la loro formalizzazione ufficiale mira proprio a disinnescare quei piccoli ma frequenti conflitti quotidiani che possono minare il rapporto di fiducia tra la comunità ospitante e i viaggiatori.
La campagna evidenzia in particolare alcuni suggerimenti pratici e regole di comportamento:
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Sui treni e nei trasporti pubblici: è espressamente richiesto di non occupare il sedile adiacente con il proprio bagaglio. Inoltre, al momento di salire a bordo delle carrozze ferroviarie, è fondamentale evitare di spingere e non saltare assolutamente la coda.
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Gestione dei rifiuti: ogni tipo di scarto o spazzatura deve essere smaltito correttamente utilizzando gli appositi contenitori e mai abbandonato nell’ambiente.
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Rispetto della proprietà privata: i turisti sono invitati a prestare particolare cautela nella loro libertà di movimento. In Svizzera, infatti, non tutti i terreni sono liberamente accessibili al pubblico, anche laddove non vi siano recinzioni o cartelli di divieto espliciti.
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Diritto alla privacy e ritratti: viene raccomandata la cortesia e la sensibilità di chiedere sempre il permesso prima di fotografare le persone del luogo, un gesto di elementare rispetto che in molte culture non viene dato per scontato.
L’impatto di una strategia di sensibilizzazione nazionale e duratura
Sebbene sia ancora presto per tracciare un bilancio definitivo e valutare gli effetti a lungo termine della campagna, le prime reazioni raccolte dagli operatori del settore sono ritenute decisamente incoraggianti.
Nelle località turistiche svizzere più gettonate e affollate, come Grindelwald e Lauterbrunnen, il lavoro di sensibilizzazione sul campo era in realtà già iniziato negli anni precedenti. Durante i mesi estivi, che registrano il picco massimo di affluenza, la regione della Jungfrau impiega personale dedicato che si occupa di informare direttamente sul posto i turisti stranieri circa le regole di comportamento e le peculiarità del territorio elvetico. In passato erano già stati realizzati manifesti e opuscoli mirati contenenti le “regole del bon ton”. Come sottolineato da Marc Ungerer, queste misure preventive erano state profondamente apprezzate dai residenti.
Un aspetto particolarmente apprezzato dagli enti turistici riguarda il tono della comunicazione scelto per la campagna, che evita accuratamente qualsiasi approccio paternalistico, pedante o moralista.
La convivenza armoniosa richiede costanza e sforzo reciproco
In un Paese in cui il turismo rappresenta non solo una risorsa economica preziosa e insostituibile, ma anche una complessa sfida quotidiana per le comunità locali, la campagna «Travel with care. Leave with memories» si propone come uno strumento essenziale per trasformare il rispetto in un valore condiviso, in grado di rendere l’esperienza di viaggio straordinaria tanto per gli ospiti quanto per chi li accoglie.