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Tutti abbiamo amato la radio cubo e la tv inclinata, icone mondiali: la Lombardia dice addio all’imprenditore geniale

Il mondo del design e dell’imprenditoria italiana piange la scomparsa di Ennio Brion, morto all’età di 86 anni. Storico vertice della Brionvega, Brion non è stato solo un industriale lungimirante, ma un vero mecenate capace di unire l’innovazione tecnologica alla bellezza architettonica, lasciando un segno indelebile nel panorama culturale internazionale.

​L’ascesa di Brionvega: dai componenti alle icone del MoMA

Fondata a Milano nel 1945 da Giuseppe Brion e dall’ingegner Pajetta (inizialmente come B.P.M.), l’azienda si è evoluta nel tempo fino a diventare, negli anni ’60, il marchio globale che conosciamo. Dopo la laurea in Economia e la scomparsa del padre nel 1968, Ennio prese le redini dell’azienda insieme alla madre Onorina.

​Sotto la sua guida, Brionvega è diventata sinonimo di Italian Design. La sua intuizione vincente fu quella di coinvolgere i più grandi progettisti del tempo, trasformando elettrodomestici funzionali in opere d’arte. Tra le collaborazioni più celebri si ricordano Richard Sapper e Marco Zanuso: creatori della mitica radio TS502 e del televisore portatile Algol.

​I fratelli Castiglioni e Mario Bellini: firme dietro prodotti che oggi sono orgogliosamente esposti al MoMA di New York.

​Il mecenatismo: dal Memoriale Brion al restauro di Palazzo Citterio

​L’impegno di Ennio Brion è andato ben oltre i confini della fabbrica. La sua passione per l’architettura lo ha portato a commissionare opere a maestri del calibro di James Stirling, Carlo Scarpa, Gino Valle e Cino Zucchi.

​Uno dei suoi lasciti più preziosi è il Memoriale Brion a San Vito di Altivole (Treviso). Progettato da Carlo Scarpa tra il 1970 e il 1978, il complesso è considerato un capolavoro dell’architettura funeraria moderna. Nel 2022, con un gesto di grande generosità, Ennio e la sorella Donatella hanno donato l’opera al FAI (Fondo Ambiente Italiano) per garantirne la conservazione e la pubblica fruizione.

A Milano, il suo nome resta legato a Palazzo Citterio. In qualità di Presidente dell’Associazione Amici di Brera, fu proprio lui nel 1986 a chiamare l’architetto britannico James Stirling per curare il progetto di recupero dello storico edificio, contribuendo in modo decisivo al rilancio culturale della città.

​L’eredità di un marchio storico

​Nonostante il successo e i due premi Compasso d’Oro, negli anni ’80 l’azienda dovette affrontare la crisi dell’elettronica italiana. Dopo l’acquisizione da parte di Séleco nel 1992 e vari passaggi di proprietà, oggi il marchio vive una nuova giovinezza grazie a Sim2 Multimedia, che continua a produrre riedizioni aggiornate dei modelli storici che Ennio Brion ha reso immortali.

​Con la sua scomparsa, l’Italia perde un capitano d’industria che ha saputo dimostrare come l’impresa possa, e debba, farsi carico della bellezza.

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