[Tutte le foto: Jacopo Ambroggio]
La cultura torna a varcare le porte della Casa Circondariale di Como con Minuto Mantenimento, un laboratorio ideato dall’artista Marzia Migliora e dalla filosofa Elisa Fulco e promosso da Fondazione COMO ARTE ETS.
Come già accaduto nel 2025, quando la Fondazione propose negli spazi detentivi una mostra di arte contemporanea, anche quest’anno l’iniziativa nasce dalla convinzione che l’arte possa diventare strumento di relazione, responsabilità e trasformazione nei contesti più fragili.

Minuto Mantenimento prende il nome da un gesto quotidiano apparentemente semplice: prendersi un minuto per mantenere, riparare, avere cura dello spazio in cui si vive. Attraverso incontri settimanali e due appuntamenti con l’artista nello scorso mese di maggio, le detenute e i detenuti delle tre sezioni presenti in istituto hanno trasformato quel minuto in un momento di attenzione verso se stessi. Con un focus particolare sul concetto di lavoro, vero protagonista del laboratorio e tematica sulla quale, per un intero anno, si sono svolte riflessioni, letture, approfondimenti. Ne è nato un workshop che verrà proposto ai visitatori, guidato dai detenuti, in cui ognuno dovrà partecipare attivamente per “costruire” la propria “tuta del mestiere di vivere”, attraverso semplici domande precedentemente ideate dall’artista Migliora che, nella sua pratica quotidiana, indaga costantemente i concetti di lavoro e di memoria collettiva.

Portare un progetto artistico in carcere significa riconoscere la cultura come un diritto di tutti e come una pratica di cittadinanza. In un contesto segnato da regole precise e da un tempo sospeso, Minuto Mantenimento apre uno spazio di ascolto e condivisione. Per Fondazione COMO ARTE questo è il senso più profondo del proprio impegno sul territorio: utilizzare l’arte contemporanea per creare ponti, abbattere isolamento e restituire centralità alla persona; la cultura cura, unisce, mantiene.
Minuto Mantenimento è anche l’occasione, per Fondazione COMO ARTE, di presentare l’importante progetto WE CARE, una serie di iniziative pratiche rivolte alla Casa Circondariale in base a reali esigenze di intervento e finanziato interamente dalla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca.

“Questo progetto vuole dare voce, attraverso l’arte e la cultura, ai detenuti, restituendogli così dignità e responsabilità. Il recupero nasce proprio quando qualcuno torna a sentirsi persona.
Quali rappresentanti dell’Amministrazione comunale riteniamo fondamentale il nostro costante impegno per tenere sempre vivo e attivo il rapporto con la realtà carceraria che insiste sul territorio del nostro Comune. Gli obiettivi che ci accomunano a questo progetto sono la volontà di restituire centralità alla persona, valorizzando l’impegno e la crescita individuale, sostenere iniziative concrete che preparino a un reale reinserimento sociale e lavorativo e abbattere i pregiudizi, avvicinando la cittadinanza alla realtà carceraria, anche attraverso l’arte e la cultura.
La nostra comunità non deve abbandonare, ma offrire seconde possibilità.
Agli ideatori, ai promotori e ai finanziatori di questo progetto va quindi il nostro più sentito ringraziamento” dicono Nicoletta Roperto, Vice Sindaco del Comune di Como e Fulvio Anzaldo, Presidente del Consiglio Comunale di Como.

“Per chi vive in carcere, creare significa riprendere in mano tempo, pensiero e dignità. Significa trasformare una pena in un percorso, un’emozione in una forma, una storia in un’opera.
Le storie dei detenuti raccolte dall’artista raccontano fragilità, rabbia, amore, speranza, voglia di ricominciare; non chiedono indulgenza, ma chiedono uno sguardo; l’arte diventa così responsabilità, cura, possibilità, perché anche nei contesti meno facili, l’uomo continua a creare, a raccontarsi, a cercare senso.
Da Direttore della Casa Circondariale di Como, ringrazio l’artista, i curatori, gli agenti, gli educatori i detenuti e tutti coloro che credono che la cultura possa e debba entrare dovunque” così Roberta Galati, Direttore della Casa Circondariale di Como.

“Con questo progetto, Fondazione COMO ARTE conferma il proprio impegno nel portare la cultura anche nei contesti più fragili, coinvolgendo direttamente le persone detenute e dando loro la possibilità di raccontarsi, confrontarsi e mettersi alla prova; affidare proprio a loro il compito di accompagnare i visitatori è una scelta importante perché li rende protagonisti del percorso. Nella stessa direzione si muove Regione Lombardia, con attività di lettura, teatro e musica negli Istituti penitenziari, dal Patto regionale per la lettura, alle collaborazioni con le realtà culturali del territorio.
Il carcere limita la libertà, ma non il diritto di ciascuno a costruire il proprio futuro”. Così Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia.
“Sostenere questa iniziativa significa sostenere un’idea di carcere più aperta e umana; l’arte diventa ponte: viene raccontata al pubblico esterno da chi sta scontando la propria pena. I detenuti non sono più solo destinatari di un progetto, ma diventano i protagonisti, si mettono in gioco e restituiscono qualcosa alla comunità; la nostra Fondazione ha sostenuto questa iniziativa perché crede nel valore trasformativo della cultura: che siano i detenuti ad accogliere il pubblico e a guidarlo, significa infatti riconoscere loro dignità e responsabilità. E’ così che si inizia a ricostruire un legame con la comunità”. Così Francesco Pizzagalli, Presidente della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca.

“Con Marzia Migliora abbiamo scelto per questo nuovo progetto un’artista che lavora proprio sul valore del gesto, della memoria e della responsabilità collettiva; il carcere è uno di quei luoghi dove questo linguaggio è più necessario perché ricorda che prendersi cura, attraverso la cultura, è un’azione umana insostituibile per ognuno di noi; la presenza di Elisa Fulco, filosofa e studiosa dell’applicazione e dell’uso delle arti in particolari contesti, ha arricchito in maniera sensibile l’intero progetto.” dicono Paola Re e Chiara Anzani di Fondazione COMO ARTE ETS.
Marzia Migliora è un’artista di respiro internazionale. La sua ricerca indaga i temi del lavoro, della memoria e delle strutture sociali con particolare attenzione ai processi partecipativi.
Elisa Fulco è storica dell’arte contemporanea e lavora come curatore di mostre e progetti occupandosi di responsabilità e inclusione sociale attraverso la cultura. Ha curato il progetto Acrobazie, un progetto incentrato sul rapporto tra arte contemporanea, welfare e cultura d’impresa ospitato presso l’ospedale Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro.
Minuto Mantenimento è il risultato di un percorso iniziato in Casa Circondariale nel mese di ottobre 2025, reso possibile grazie al Patrocinio e al sostegno di Comune di Como, Regione Lombardia, Fondazione Provinciale della Comunità Comasca e Soroptimist Club Como.
MINUTO MANTENIMENTO ALLA CASA CIRCONDARIALE DI COMO:
Sabato 12 settembre 2026, ore 10:30 – su invito
sabato 19 e 26 settembre 2026, ore 10:00 – con registrazione obbligatoria e invio del proprio documento per l’accesso all’istituto.
Per tutte le informazioni e per poter procedere con la richiesta di accesso all’Istituto: info@comoarte.org
La cultura torna a varcare le porte della Casa Circondariale di Como con Minuto Mantenimento, un laboratorio ideato dall’artista Marzia Migliora e dalla filosofa Elisa Fulco e promosso da Fondazione COMO ARTE ETS.
Come già accaduto nel 2025, quando la Fondazione propose negli spazi detentivi una mostra di arte contemporanea, anche quest’anno l’iniziativa nasce dalla convinzione che l’arte possa diventare strumento di relazione, responsabilità e trasformazione nei contesti più fragili.
Minuto Mantenimento prende il nome da un gesto quotidiano apparentemente semplice: prendersi un minuto per mantenere, riparare, avere cura dello spazio in cui si vive. Attraverso incontri settimanali e due appuntamenti con l’artista nello scorso mese di maggio, le detenute e i detenuti delle tre sezioni presenti in istituto hanno trasformato quel minuto in un momento di attenzione verso se stessi. Con un focus particolare sul concetto di lavoro, vero protagonista del laboratorio e tematica sulla quale, per un intero anno, si sono svolte riflessioni, letture, approfondimenti. Ne è nato un workshop che verrà proposto ai visitatori, guidato dai detenuti, in cui ognuno dovrà partecipare attivamente per “costruire” la propria “tuta del mestiere di vivere”, attraverso semplici domande precedentemente ideate dall’artista Migliora che, nella sua pratica quotidiana, indaga costantemente i concetti di lavoro e di memoria collettiva.
Portare un progetto artistico in carcere significa riconoscere la cultura come un diritto di tutti e come una pratica di cittadinanza. In un contesto segnato da regole precise e da un tempo sospeso, Minuto Mantenimento apre uno spazio di ascolto e condivisione. Per Fondazione COMO ARTE questo è il senso più profondo del proprio impegno sul territorio: utilizzare l’arte contemporanea per creare ponti, abbattere isolamento e restituire centralità alla persona; la cultura cura, unisce, mantiene.
Minuto Mantenimento è anche l’occasione, per Fondazione COMO ARTE, di presentare l’importante progetto WE CARE, una serie di iniziative pratiche rivolte alla Casa Circondariale in base a reali esigenze di intervento e finanziato interamente dalla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca.
“Questo progetto vuole dare voce, attraverso l’arte e la cultura, ai detenuti, restituendogli così dignità e responsabilità. Il recupero nasce proprio quando qualcuno torna a sentirsi persona.
Quali rappresentanti dell’Amministrazione comunale riteniamo fondamentale il nostro costante impegno per tenere sempre vivo e attivo il rapporto con la realtà carceraria che insiste sul territorio del nostro Comune. Gli obiettivi che ci accomunano a questo progetto sono la volontà di restituire centralità alla persona, valorizzando l’impegno e la crescita individuale, sostenere iniziative concrete che preparino a un reale reinserimento sociale e lavorativo e abbattere i pregiudizi, avvicinando la cittadinanza alla realtà carceraria, anche attraverso l’arte e la cultura.
La nostra comunità non deve abbandonare, ma offrire seconde possibilità.
Agli ideatori, ai promotori e ai finanziatori di questo progetto va quindi il nostro più sentito ringraziamento” dicono Nicoletta Roperto, Vice Sindaco del Comune di Como e Fulvio Anzaldo, Presidente del Consiglio Comunale di Como.
“Per chi vive in carcere, creare significa riprendere in mano tempo, pensiero e dignità. Significa trasformare una pena in un percorso, un’emozione in una forma, una storia in un’opera.
Le storie dei detenuti raccolte dall’artista raccontano fragilità, rabbia, amore, speranza, voglia di ricominciare; non chiedono indulgenza, ma chiedono uno sguardo; l’arte diventa così responsabilità, cura, possibilità, perché anche nei contesti meno facili, l’uomo continua a creare, a raccontarsi, a cercare senso.
Da Direttore della Casa Circondariale di Como, ringrazio l’artista, i curatori, gli agenti, gli educatori i detenuti e tutti coloro che credono che la cultura possa e debba entrare dovunque” così Roberta Galati, Direttore della Casa Circondariale di Como.
“Con questo progetto, Fondazione COMO ARTE conferma il proprio impegno nel portare la cultura anche nei contesti più fragili, coinvolgendo direttamente le persone detenute e dando loro la possibilità di raccontarsi, confrontarsi e mettersi alla prova; affidare proprio a loro il compito di accompagnare i visitatori è una scelta importante perché li rende protagonisti del percorso. Nella stessa direzione si muove Regione Lombardia, con attività di lettura, teatro e musica negli Istituti penitenziari, dal Patto regionale per la lettura, alle collaborazioni con le realtà culturali del territorio.
Il carcere limita la libertà, ma non il diritto di ciascuno a costruire il proprio futuro”. Così Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia.
“Sostenere questa iniziativa significa sostenere un’idea di carcere più aperta e umana; l’arte diventa ponte: viene raccontata al pubblico esterno da chi sta scontando la propria pena. I detenuti non sono più solo destinatari di un progetto, ma diventano i protagonisti, si mettono in gioco e restituiscono qualcosa alla comunità; la nostra Fondazione ha sostenuto questa iniziativa perché crede nel valore trasformativo della cultura: che siano i detenuti ad accogliere il pubblico e a guidarlo, significa infatti riconoscere loro dignità e responsabilità. E’ così che si inizia a ricostruire un legame con la comunità”. Così Francesco Pizzagalli, Presidente della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca.
“Con Marzia Migliora abbiamo scelto per questo nuovo progetto un’artista che lavora proprio sul valore del gesto, della memoria e della responsabilità collettiva; il carcere è uno di quei luoghi dove questo linguaggio è più necessario perché ricorda che prendersi cura, attraverso la cultura, è un’azione umana insostituibile per ognuno di noi; la presenza di Elisa Fulco, filosofa e studiosa dell’applicazione e dell’uso delle arti in particolari contesti, ha arricchito in maniera sensibile l’intero progetto.” dicono Paola Re e Chiara Anzani di Fondazione COMO ARTE ETS.
Marzia Migliora è un’artista di respiro internazionale. La sua ricerca indaga i temi del lavoro, della memoria e delle strutture sociali con particolare attenzione ai processi partecipativi.
Elisa Fulco è storica dell’arte contemporanea e lavora come curatore di mostre e progetti occupandosi di responsabilità e inclusione sociale attraverso la cultura. Ha curato il progetto Acrobazie, un progetto incentrato sul rapporto tra arte contemporanea, welfare e cultura d’impresa ospitato presso l’ospedale Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro.
Minuto Mantenimento è il risultato di un percorso iniziato in Casa Circondariale nel mese di ottobre 2025, reso possibile grazie al Patrocinio e al sostegno di Comune di Como, Regione Lombardia, Fondazione Provinciale della Comunità Comasca e Soroptimist Club Como.
MINUTO MANTENIMENTO ALLA CASA CIRCONDARIALE DI COMO:
Sabato 12 settembre 2026, ore 10:30 – su invito
sabato 19 e 26 settembre 2026, ore 10:00 – con registrazione obbligatoria e invio del proprio documento per l’accesso all’istituto.
Per tutte le informazioni e per poter procedere con la richiesta di accesso all’Istituto: info@comoarte.org
