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Como, “Ironia della sorte/Sorte dell’ironia” il saggio di Borghi e Busacca alla Collezione Milly Pozzi Arte (con le opere di Garbelli)

Ironia della sorte, l’indagine sul concettualismo critico in scena a Como

Venerdì 18 settembre 2026, alle ore 18:30 (con apertura dello spazio espositivo a partire dalle ore 18:00), la Collezione Milly Pozzi Arte di via Cesare Cantù 60 a Como ospita la presentazione del volume Ironia della sorte / Sorte dell’ironia, curato dai saggisti Roberto Borghi e Giovanni Busacca ed edito da Moebius Books. L’iniziativa, nata dal percorso espositivo originariamente allestito presso la Galleria Stazione Arte Contemporary di Milano, si configura come un evento interdisciplinare focalizzato sulle declinazioni teoriche e figurative dell’ironia.

L’ironia come dispositivo critico e la stagione 1970-1990

La pubblicazione esamina il lasso temporale compreso tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Novanta, fase storicamente decisiva in cui l’ironia trascende la funzione di puro divertissement o registro umoristico per strutturarsi quale strumento gnoseologico e d’analisi istituzionale. Attraverso l’esame di linguaggi plastici, narrativi, cinematografici e filosofici, l’opera ricostruisce la capacita del pensiero ironico di decostruire le retoriche egemoni e i meccanismi del potere.

Il lavoro d’indagine si estende sino alle dinamiche contemporanee, evidenziando il paradosso per cui le istanze critiche rivolte al sistema dell’arte sono state progressivamente riassorbite dal sistema medesimo. Come evidenziato dal curatore Roberto Borghi, la cifra stilistica dell’operazione risiede in “quel sorriso che nasce da una ‘distanza’ capace di creare uno spazio intermedio tra l’uomo e il mondo, consentendo di osservare la complessità del reale con maggiore lucidità”.

L’esposizione straordinaria e il concettualismo di Francesco Garbelli

In occasione dell’evento, la Collezione Milly Pozzi Arte concede un’apertura straordinaria per accogliere un nucleo selezionato di lavori di Francesco Garbelli. L’artista milanese, nato nel 1962, figura tra gli esponenti di riferimento del concettualismo ironico italiano ed è tra i quattro protagonisti del progetto espositivo originario affiancato ad Aldo Spoldi, Corrado Bonomi e Gianni Cella. Le opere in mostra impiegano il paradosso, la citazione e lo spiazzamento semantico per sollecitare una verifica strutturale sui codici visivi della contemporaneità, integrandosi nell’ambiente della collezione comasca.

Il contrappunto letterario del Gruppo Àcàrya

L’articolazione del programma prevede l’intervento del Gruppo Letterario Àcàrya, associazione culturale attiva nella promozione del dialogo interdisciplinare. I relatori Max Pini, Lorenzo Morandotti e Luisa Azzerboni proporranno un itinerario di letture incentrato sulla produzione di Pier Vittorio Tondelli e Stefano Benni.

L’analisi testuale evidenzierà come l’irriverenza e la sperimentazione linguistica di Pier Vittorio Tondelli e Stefano Benni abbiano rappresentato vettori fondamentali per l’interpretazione delle mutazioni socio-culturali dell’Italia sul finire del Novecento, fornendo una chiave di lettura complementare alle arti visive.

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