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Politica

Cantù, opposizioni all’attacco: “Subito chiarezza sui casi Covid in ospedale e Rsa: 50% del personale contagiato”. La replica di Banfi (Asst)

Il gruppo consiliare PD – Unire Cantù – Cantù Con Noi chiede nuovi chiarimenti in merito ai contagi Covid-19 nel presidio ospedaliero Sant’Antonio Abate e commenta la situazione all’interno della Rsa Pogliani-Garibaldi.

In seguito a uno scambio di comunicazioni tra Asst Lariana e il gruppo di Centrosinistra canturino, il capogruppo Vincenzo Latorraca ha sottolineato, in conferenza stampa, la mancanza di informazioni esaurienti sul perché l’ospedale presenti un numero così elevato di contagi.

“In questo momento non vogliamo creare polemica ma informare la cittadinanza su un aspetto che ha destato grande perplessità – ha spiegato in video conferenza Latorraca – Perché l’ospedale di Cantù, dichiarata struttura non idonea per malati Covid, presenta così tanti contagi, addirittura più della struttura di San Fermo? Inoltre, ci risulta che ci sono 6 pazienti ricoverati in terapia intensiva: questa è un po’ una contraddizione, se il presidio non è stato ritenuto adatto ad accogliere pazienti Covid. A questo punto, chiediamo anche ad ASST Lariana come sia stato stabilito che la struttura non era idonea”.

Il Centrosinistra canturino ha domandato, altresì, delucidazioni ad Asst Lariana in merito alla distribuzione dei dispositivi di protezione individuale nell’ospedale di Cantù.

“I numeri che ci sono stati forniti dalla direzione generale, in merito alla fornitura di dispositivi di protezione individuale, non ci consentono di fare le giuste valutazioni – ha proseguito il capogruppo Latorraca – se si considerano il numero dei dipendenti, i giorni e i dispositivi forniti c’è qualcosa che non torna. Non abbiamo dubbi sulla consegna dei dispositivi, ma vogliamo verificare che siano stati adeguati”.

A questi quesiti è arrivata una risposta (pochi istanti dopo la conclusione della conferenza stampa delle opposizioni) sempre nella giornata di oggi, giovedì 23 aprile, firmata dal direttore generale di ASST Lariana Fabio Banfi. Di seguito la riportiamo integralmente:

Con riferimento alla nota in oggetto, ad integrazione di quanto già comunicato con la precedente prot. n.22851del 16.04.20, si forniscono ulteriori delucidazioni.

Il Gruppo di Lavoro istituito con il provvedimento n.345 del 14.04.20 in particolare tra le proprie finalità il fornire alla scrivente Direzione Generale apposito approfondimento relativamente alle circostanze e cause specifiche del fenomeno in oggetto e pertanto sarà possibile fornire le informazioni richieste circa l’assegnazione dei DPI per ogni reparto o U.O.C. non appena il Gruppo di Lavoro avrà rassegnato le proprie conclusioni alla scrivente Direzione Generale.

Relativamente ai rilievi circa la presenza presso il P.O. di Cantù di un numero di 6 pazienti Covid positivi ricoverati presso la Terapia Intensiva, ciò non è in contrasto con le precedenti comunicazioni aziendali che si riferivano ad una gestione generalizzata dei pazienti Covid positivi e non a quelli ricoverati presso la Terapia Intensiva, che hanno seguito un percorso dedicato ed in estrema sicurezza; né è prova il fatto che nessun operatore della Terapia Intensiva di Cantù si è positivizzato.

Peraltro tutte le determinazioni e riflessioni effettuate dalla Direzione Strategica della ASST Lariana sono state approfondite nella Relazione avente ad oggetto “Documento Pianificazione Emergenza Covid 19” del 15.04.20, ed in particolare nella Sezione relativa alla III fase (dal 21.03.20 al 24.03.20) e nella Sezione “Alcune notazioni a margine di una polemica sindacale”. Tale Relazione è disponibile sul sito web della ASST Lariana all’indirizzo: http://www.asst-lariana.it/v2/1/news/Relazione.pdf

Occorre comunque precisare che il P.O. di Cantù non è stato ritenuto adeguato a trattare pazienti COVID 19 se non occasionalmente, in fase di transito dalle articolazioni di Pronto Soccorso in condizioni di iper afflusso, ad eccezione della Unità Operativa di Terapia Intensiva, avuto particolare riguardo alla evidente situazione emergenziale che ha fatto ritenere opportuno far convergere i pazienti Covid 19 verso l’Ospedale Sant’Anna, DEA di II Livello Emergenza-Urgenza.

Si conferma pertanto che presso tale presidio non sono state organizzate aree di degenza dedicate a pazienti COVID 19.

Quanto sopra è stato condiviso da sempre con la Direzione Medica di riferimento e con il Collegio di Direzione aziendale.

Per una migliore comprensione si invita alla lettura della relazione di cui sopra.

Con riferimento alla fornitura dei DPI e DM si ribadisce che tutti i dipendenti hanno avuto a disposizione i presidi in coerenza con le attività svolte e con le indicazioni dell’ISS.

Per quanto riguarda la situazione all’interno della Rsa canturina Pogliani-Garibaldi, in video conferenza è intervenuto il consigliere Filippo De Gregorio. “Abbiamo presentato un’interrogazione al sindaco Alice Galbiati per richiedere alcune informazioni sulla casa di riposo – così De Gregorio – la sua risposta è stata laconica e un po’ demoralizzante. In particolare, riferisce che sono stati effettuati 3 tamponi fino al 3 aprile ed erano negativi, poi dal 3 al 20 aprile sono stati fatti 140 tamponi con risultati drammatici. Non ci hanno dato numeri precisi, ma risulta contagiato più del 50% del personale e gli ospiti in grande maggioranza”.

“Per quanto riguarda i decessi – ha proseguito De Gregorio – nelle tre strutture Pogliani-Garibaldi, nel 2019 ne risultavano in totale 29. Nei primi quattro mesi del 2020, invece, riferiscono 63 decessi. Tuttavia, non sono stati fatti tamponi a questi pazienti dopo la morte. Crediamo che il personale abbia agito correttamente, anticipando la decisione di chiudere per tutelare gli anziani, ma purtroppo è accaduto lo stesso e quindi è stato il personale a contagiare gli ospiti. Altro problema è la mancanza di personale da impiegare nella struttura, dal momento che gli operatori contagiati non possono recarsi al lavoro”.

(Ph Copertina: Gmaps)

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