Se è voluta, confina con l’opera d’arte verbale a copertura di un sincerissimo attacco politico. Se non è voluta, ha certamente il pregio di essere la candida espressione più indirettamente velenosa di sempre.
Trattasi del fresco commento del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Sergio De Santis, rispetto all’endorsement arrivato dal Circolo Willy Brandt all’ipotesi una Grande Como che unisca il capoluogo ai Comuni contermini.
QUI IL COMUNICATO DEL CIRCOLO WILLY BRANDT INTEGRALE
Proprio De Santis propose in consiglio comunale, qualche tempo fa, la mozione in proposito, documento poi approvato nella seduta di giovedì scorso. Con un Grande Però, però. Ovvero il blitz leghista che, sulla scia della spaccatura clamorosa tra meloniani e salviniani sul caso dormitorio, ha visto il gruppo astenersi a sorpresa al momento del voto. Un missile a sangue freddo su un tema carissimo all’alleato, che ovviamente ha lasciato strascichi.
Dopo il ring Locatelli-Ferretti sul dormitorio, missile leghista contro De Santis e la Grande Como
Ebbene, oggi De Santis è tornato brevemente sulla questione con un post su Facebook.

Il seguente: “Ringrazio il Circolo culturale Willy Brandt. Facciamo questa assemblea pubblica, e contemporaneamente inizino i contatti con i Sindaci dei paesi di cintura. Usciamo dal medioevo e guardiamo alle smart city, alle città europee che sono già nel futuro, mentre noi litighiamo per problemi di bassissima lega”.
Ecco, quel “bassissima lega”. Tutto minuscolo, dunque inattaccabile. O forse ancora più sagacemente distruttivo. Chissà.