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La ‘bestie’, le polemiche, il sospetto della vendetta: lo stop alle bici di Rapinese finisce sul Guardian

L’appellativo di “bestie” affibbiato a una parte dei ciclisti, il sospetto della vendetta per essere stato investito da uno di loro e ovviamente il recente provvedimento per vietare le bici in centro storico hanno portato l’ennesima trovata del sindaco di Como Alessandro Rapinese persino sullo storico quotidiano britannico The Guardian.

Nell’articolo firmato dalla corrispondente a Roma, Angela Giuffrida, online dal primo pomeriggio, viene ripercorsa la vicenda che sta scatenando polemiche e dibattiti sul Lario così come a livello nazionale.

L’incipit collega strettamente, almeno a livello temporale, l’investimento e il successivo divieto alle due ruote: “Il sindaco di Como ha scatenato accese polemiche per aver vietato le biciclette nel centro storico murato della città lariana dopo essere stato investito da una di esse“, di legge sul Guardian,

Il giornale poi ricorda che “Rapinese è finito immediatamente sotto il fuoco delle critiche, con comitati di residenti e politici di ogni schieramento che lo accusano di condurre una vendetta personale” e ha poi riportato l’espressione usata recentemente dal sindaco di Como per definire chi sfreccia con le bici elettriche: “Sono stato accusato di aver adottato questo provvedimento perché investito da una bici elettrica: certo, è vero. Si agisce sulla base delle proprie esperienze e io so cosa si prova a essere travolti da una di queste bestie”

Infine, la giornalista segnala come “la misura colpirà in modo particolare i rider delle consegne e i commercianti che dipendono da loro per le forniture. Alcuni detrattori affermano che il sindaco dovrebbe concentrarsi sulla repressione dei comportamenti sconsiderati anziché criminalizzare i ciclisti”.

Vengono poi riportate le opinioni di Vincenzo Falanga, presidente di Nova Como che accusato l’amministrazione Rapinese di “trasformare problemi individuali in problemi collettivi” così come la posizione del Pd (“Como merita un sistema di mobilità che garantisca la sicurezza dei pedoni senza penalizzare residenti, lavoratori e chi sceglie la mobilità sostenibile”) e le affermazioni del deputato di Forza Italia Paolo Emilio Russo che definito la scelta di Rapinese “una follia”.

La conclusione è affidata a una frase del sindaco: “In altre città un bambino finisce in ospedale e poi i politici intervengono. Qui io non sono neanche finito in ospedale. Sono stato investito da una bici, mi sono informato ed è da lì che è nato questo provvedimento”.

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