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Negretti: “La mozione di sfiducia? Rapinese farebbe di tutto per un po’ di visibilità”

“Rapinese cavalca l’onda, fa di tutto pur di guadagnare un po’ di visibilità”.
E’ caustica Elena Negretti, poche ore dopo l’annuncio della lista “Rapinese Sindaco” di aver preparato e depositato una mozione di sfiducia nei suoi confronti.

L’assessore è contestato per alcuni episodi: dal recentissimo reintegro della dipendente licenziata nel gennaio scorso per presunte assenze in orario di lavoro (rientro comprensivo di versamento delle indennità non corrisposte da quel momento, come stabilito dal Tribunale), mancata istituzione della Commissione pari opportunità pur avendo la delega, toni e modi assunti nel corso del dibattito sull’istituzione di una commissione speciale sulla Sicurezza (ipotesi stroncata da Negretti) fino alla presenza di venditori e parcheggiatori abusivi in città (qui tutti i dettagli).

Tutti temi che Rapinese e i colleghi del gruppo consiliare riconducono all’assessore in virtù delle deleghe a lei assegnate: Personale, Pari Opportunità e Polizia locale.

“La mozione di sfiducia è uno strumento politico a disposizione – sottolinea Negretti – Se Rapinese e il suo gruppo ritengono di usarlo ne hanno naturalmente facoltà. Penso però che l’obiettivo sia soprattutto ottenere visibilità a mie spese”.

Sul voto e sugli esiti (che, comunque, saranno tecnicamente ininfluenti perché le mozioni di sfiducia agli assessori, anche se approvate, non sono vincolanti), Negretti si rimette al sindaco: “Bisognerebbe chiedere a lui, più che ad altri, se il mio lavoro è corretto oppure no”.

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