Sulla recente serie di rinvii e intoppi su diversi cantieri di Como è intervenuto questa sera il sindaco di Como Alessandro Rapinese nel classico salottino del venerdì su Etv.
Primo posticipo di scadenza, sebbene forse quello meno temuto dall’amministrazione, è stato quello relativo al cantiere per i nuovi giardini a lago, I lavori sarebbero dovuti partire proprio oggi ma sono stati stoppati dal ricorso al Tar di un “operatore dell’area” (di cui abbastanza incomprensibilmente nessuno da giorni riesce a rivelare il nome). “Viviamo in una splendida Repubblica e chiunque può cercare di veder riconosciuti i propri diritti in Tribunale – ha commentato Rapinese – E’ accaduto anche per i giardini a lago ma già a metà settimana prossima il Tar si esprimerà. Vediamo come andrà, da parte nostra c’è il massimo rispetto per le decisioni dei giudici ma ragionevolmente i nostri uffici hanno valutato la faccenda ed espresso un parere (che è parso di intuire sia piuttosto ottimistico sull’esito dell’udienza di mercoledì prossimo, ndr). Ma attendiamo la decisione”. In caso di esito favorevole per il Comune, i lavori partiranno nei giorni immediatamente seguenti, presumibilmente da inizio febbraio. Altrimenti, i tempi rischiano di allungarsi notevolmente.
Altri inciampo, l’asta andata deserta per la vendita dell’ex orfanotrofio tra le vie Tommaso Grossi e Dante. “Il rapporto metri quadri-prezzo (9,7 milioni, ndr) era assolutamente vantaggioso ma il mercato non ha inteso recepirlo. L’importante però è aver voglia di lavorare e trovare soluzioni. Noi ce l’abbiamo. L’unica cosa che un amministratore può fare è preparare tutto per essere pronti e non vorrei che da una situazione che appare complicata si trovi una soluzione magari anche migliore”. Di fatto, però, gli introiti dalla vendita che sarebbero dovuti essere investiti sul recupero dell’ex centrale termica Santarella in Ticosa e su quello del Politeama, a oggi non ci sono.
Infine, la piscina Sinigaglia, come noto chiusa dalla scorsa estate per i lavori di ristrutturazione ma in netto ritardo sui tempi. Inizialmente la riapertura era stata annunciata dal sindaco per il novembre scorso, poi la scadenza era slittata a gennaio, in seguito fissata al 15 febbraio prossimo ma ora si andrà almeno al prossimo marzo, a causa di una perdita individuata nella vasca. “Stiamo parlando di una piscina che ha quasi 100 anni – ha detto il sindaco – Eravamo arrivati alle prove di carico con l’acqua dentro prima della piastrellatura ma il fondo della piscina non ha tenuto. Il ritardo dovrebbe essere contenuto, dicono due settimane, ma me ne frego perché l’importante è che sia fatto tutto bene. Se sarà il 15 marzo, quando riapriremo, riapriremo per sempre”.