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Scontro Nessi-Rapinese su Natale a Como. Poi l’allusione del sindaco ai soldi per il Teatro Sociale

Scontro durissimo sulla manifestazione organizzata dal Comune, Natale a Como, ieri sera in consiglio comunale. Con in più una stilettata allusiva inviata dal sindaco anche al Teatro Sociale di Como, in un frangente in cui si è rivolto alla consigliera Barbara Minghetti. In discussione c’era l’interrogazione presentata da Svolta Civica sui costi a carico delle casse pubbliche per l’evento affidato (almeno per buona parte) all’associazione Arti Libere (qui trovate il documento con le domande originarie). Ad andare all’attacco, il consigliere Vittorio Nessi.

“Possiamo dire che Natale a Como è stato un fallimento – ha detto – Si perseguivano gli obiettivi di concorrenza, efficienza e risparmio. Ebbene, sul fronte della concorrenza i bandi di gara sono stati partecipati da un unico concorrente tranne uno. Per quanto riguarda l’efficienza, a fine novembre l’amministrazione si è presentata con un piano di sicurezza verbale, il prefetto l’ha fatta tornare con un piano scritto che però non andava bene. A quel punto avrebbe dovuto farlo l’aggiudicatario (Arti Libere, ndr) che non l’ha fatto e dunque l’ha fatto il Comune”.

E ancora: “Non si sa il numero delle casette. L’associazione Arti Libere non ha effettuato gli spettacoli itineranti previsti, e da qui si apre un contenzioso. C’è anche il contenzioso da 20mila euro con la Croce Rossa per la sicurezza garantita alla pista del ghiaccio, cifra che il Comune non vuole pagare. Inoltre, la precedente manifestazione prima del Covid è costata 11mila euro al Comune mentre il Natale a Como è costato 120mila euro. Il rendiconto di Arti Libere è rinviato al 31 marzo ma la stessa Arti Libere ha definito l’attività un bagno di sangue praticamente in perdita. Se queste sono le premesse pensiamo che il ricavato del 10% (da dare in beneficenza, ndr) sarà molto magro, ma attendiamo. Mi pare che tutto sia stato gestito con affanno, per un flop annunciato”.

Ha risposto a Nessi il sindaco Rapinese: “C’è stata una scelta politica per la pista del ghiaccio, poi sono stati investiti 28mila euro in eventi culturali di estrema qualità. Inoltre, prima si concedeva tutta la città a un’associazione con un marchio privato che poi è andato a Cernobbio mentre da quest’anno stiamo investendo su un marchio che rimarrà a Como e considerando il valore dell’evento mi sembra ancora poco”. In generale, il sindaco ha detto che l’amministrazione ha compiuto “una scelta che rifarei mille mila volte. Oggi chi ha voluto, ha potuto partecipare. Prima si doveva entrare per forza in una coalizione. Tutto quello che è successo è pubblico, tutti i dati sono riscontrabili. Quel sistema lì di organizzare e concedere la città con me non ci sarà più”.

Poi, come si accennava, un fuoriprogramma difficile da interpretare con un messaggio velato spedito al Teatro Sociale, di cui come noto la consigliera comunale Barbara Minghetti è rappresentate di primo piano. “Barbara – ha detto Rapinese rivolto alla consigliera che probabilmente aveva detto qualcosa fuori microfono – se hai qualcosa da dire fammelo sentire. Diamo anche dei soldi al Teatro Sociale che fa eventi culturali come questi (quelli organizzati dal Comune a Natale, ndr)”. Poi il messaggio sibillino: “Alcuni (soldi, ndr) vanno in stipendi altri in eventi. Spero di essere stato chiaro”. Cosa abbia voluto intendere Rapinese, è ancora da capire.

Svolta Civica: “La giunta non risponde, ecco le cifre di Natale a Como. A chi è andato il 10% di beneficenza?”

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