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Punti di vista

“Eppure quelle stesse brutte transenne che da anni vediamo ai giardini avrebbero potuto salvare la piccola Arwa”

Dall’ex consigliere comunale di centrosinistra ai tempi della seconda giunta Botta, Luigi Ciullo, riceviamo e pubblichiamo una riflessione sulla tragedia che ha visto la piccola Arwa, di 9 anni, annegare nel lago, nella zona antistante il Tempio Voltiano, e sul discorso dell’assessore comunale alla Protezione Civile, Michele Cappelletti, pronunciato mercoledì sera in consiglio comunale. Di seguito il testo.

Quando capitano certe disgrazie il dolore è tanto ma non tale da soffocare la rabbia e tacitare la coscienza. All’Assessore sarebbe bastato dire: “Siamo costernati, si poteva fare di più. Faremo di più”, anziché richiamarsi a quei segnali di divieto palesemente insufficienti che insieme alle morti gettano un’ombra sinistra e oscura sul nostro lago e sull’impotenza degli amministratori di Como.

Avevo dodici anni o poco più quando assistetti al ritrovamento di un bimbo di 5 anni annegato nella buca prossima alla riva creata da un natante abituale. Tutti mobilitati, lo avevamo cercato sulla spiaggia durante l’intero pomeriggio mentre gli altoparlanti ne annunciavano la scomparsa lungo il litorale adriatico. Il piccolo era appena arrivato al mare dopo un lungo viaggio e mentre i genitori insieme ai nonni allestivano stanchi l’ombrellone egli entrò nell’acqua dal basso fondale forse incuriosito da quelle boe colorate che, a pochi metri dal bagnasciuga, delimitavano il pericolo.

Bastarono pochi istanti di distrazione, sparì dalla vista e perse la vita tragicamente. Vidi il nonno accasciarsi a terra per la disperazione e distrassi lo sguardo dalla scena sopraffatto dall’emozione e dalla paura. Per me fu la prima volta che entrai a contatto con la morte e appresi da quella precoce esperienza che nessuno mai possa farsi maestro di fronte a queste disgrazie.

Dopo pochi giorni quel buco fu colmato e il divieto di attracco per i natanti fu emanato lungo tutta la costa e dura ancora oggi.

L’altro giorno ho rivissuto la sofferenza di quel trauma dimenticato e ho pensato che, dopo le morti di due anni fa, al Tempio Voltiano sarebbe bastato mettere qualcuna di quelle brutte transenne che da anni e anni vediamo a pochi metri a causa dei lavori infiniti dei giardini. Brutte, sicuramente, ma nessuno avrebbe notato la differenza. E forse la piccola Arwa non sarebbe scivolata nell’abisso mortale ma sarebbe rimasta ancora con mamma e papà.

 

Un abbraccio affettuoso a chi, come me, ha sofferto quest’altra morte in silenzio, tramutando lentamente il proprio dolore in indignazione anziché nei cori del “se l’è andata a cercare”. Chissà, forse anche questo è un modo di manifestare la rabbia anziché l’indifferenza. O almeno spero.
Luigi Ciullo,  ex amministratore in Como

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