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Punti di vista

‘No Islam’. Emilio Russo affonda: “Allam in Pinacoteca, fatto grave. Punti di vista aberranti”

Sta creando un certo dibattito, fuori e dentro il Web, la presentazione del nuovo libro di Magdi Cristiano Allam, “Stop Islam”, organizzata da Fratelli d’Italia in Pinacoteca a Como per venerdì 17 gennaio alle 21. Presenti i parlamentari Alessio Butti e Marco Osnato.

“Diciamo no all’Islam e all’islamizzazione”. In Pinacoteca Fratelli d’Italia con Magdi Allam 

Fra le molte voci quella di Emilio Russo, docente, scrittore, storico esponente della sinistra comasca. Su Fb ha scritto: “Diciamo no all’Islam” è un’espressione stupida, priva di senso e contraria ai principi della Repubblica”. E ancora: “La concessione della Pinacoteca è un fatto grave che va contestato apertamente in Consiglio Comunale”.

Così abbiamo chiesto al professore di spiegare e estendere un punto di vista che concentra il confronto politico e sociale tra le parti su punti chiave: dalla libertà di culto (Islam), alla libertà di espressione (Allam).

Come sempre da queste parti sono ben gradite repliche, controdeduzioni e prese di posizione (redazionecomozero@gmail.com).

Ecco il Russo-pensiero:

Ma davvero quelli di Fratelli d’Italia sono d’accordo con Allam, secondo cui: “[…] dobbiamo rimettere fuori legge l’Islam nel nostro Stato di diritto come ha fatto l’Europa per 1400 anni”? E se –sciaguratamente per l’Italia- quel partito dovesse andare al governo, che cosa avrebbe intenzione di fare: espellere in massa i moriscos come la Spagna della “limpieza de sangre”? Ricostituire l’Ovra per spiare tutti quelli che pregano per essere sicuri che non abbiano lo sguardo rivolto verso la Mecca? Strappare i figli alle famiglie musulmane per rieducarle nelle scuole di CL?

Ma davvero sarebbero queste le regole dello Stato di diritto di cui straparla Allam? Tra loro rientrerebbe per caso la violazione della libertà di religione? Evidentemente, chi lo sostiene non conosce il testo in cui sono riassunti i suoi principi.

Ricordiamoli, un po’ pedantemente. Costituzione della Repubblica. Articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali di fronte alla legge senza distinzione di […] religione”. Articolo 8: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge […]”. Articolo 20: “Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività”.

Principi, peraltro, ribaditi dalla Corte costituzionale di recente, nell’ordinanza di rigetto della provocatoria legge urbanistica della Lombardia sui luoghi di culto.

E cosa ne facciamo del milione e mezzo (circa) di fedeli islamici presenti tra noi, quasi metà dei quali sono cittadini italiani a pieno titolo? Qualcuno pensa seriamente che immaginare di costringerli a qualche forma di clandestinità sia una buona idea per la sicurezza di tutti e per prevenire la radicalizzazione islamista e il terrorismo? Pura follia, che non è tollerabile nemmeno in vista di qualche presunto vantaggio propagandistico.

Ha senso – lo chiedo ai dirigenti di FdI – spargere i semi dell’odio e della violenza per un colpo di teatro, per dimostrare di essere “più a destra” di Salvini?

Parlando della presenza di fedeli islamici in Italia, stiamo ovviamente parlando di una minoranza –è bene ricordarlo ai teorici dell’”invasione– ma che, come tutte le minoranze tutelate dalla Costituzione, ha diritto non solo a non essere discriminata ma anche al rispetto di tutti.

In primo luogo delle istituzioni, che sono di tutti. Ecco perché avere concesso l’uso della Pinacoteca da parte dell’amministrazione di destra del Comune di Como è un fatto grave ed è –a mio avviso- una decisione che va cancellata. Allam vada pure a fare pubblicità alle sue tesi dove crede.

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Non penso affatto che si debba impedire a qualcuno di esporre le sue ricostruzioni fantasiose della storia europea e i suoi punti di vista, per quanto aberranti e più volte sanzionati dalla Magistratura italiana. Ma non nella Pinacoteca Civica, che è un luogo di cultura, non un posto dove si fa propaganda all’odio.

Lì, nell’ammezzato, tra gli “uomini illustri” da celebrare scelti dal comasco Paolo Giovio, l’inventore del “museo”, c’è anche quello che rimane di dodici dipinti che raffiguravano altrettanti –islamicissimi- sultani ottomani. Erano copie di una serie di tavolette regalate dall’islamicissimo corsaro Khayr al-Din, detto il Barbarossa, ammiraglio della flotta ottomana, a un cardinale. Si suppone cattolicissimo. Molto più di Allam e dei suoi piccoli fans.

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