Quella qui di seguito è una lettera aperta che una nostra lettrice vuole indirizzare all’automobilista che a bordo di un’auto sportiva, “forse una Porsche ma non conosco le marche”, è transitata a Como nella sera di venerdì 29 maggio, verso le 20.30, in salita su via Bellinzona.
Egregio automobilista,
la velocità a cui ha abbordato la via dopo la curva prima dei negozi (bar, pizzeria ecc…) era sicuramente sui 100Km/orari, il tempo di sentire il rombo ed era già alla rotonda dell’Iperal.
Qualche secondo prima ho attraversato sulle strisce pedonali e ho sentito e visto la macchina quando fortunatamente ero già sul marciapiede opposto, ma se fossi stata in mezzo alla strada? Dove andavo a salvarmi?
Ha mai pensato alle conseguenze di investire un pedone, o due nel mio caso? Oltre al fatto morale, che visto come rispetta le regole, penso non la tocchi affatto, pensa che perché c’è l’assicurazione non ci sia nulla di cui preoccuparsi?
Spero di instillare un momento di riflessione, certe azioni sconsiderate possono avere conseguenze tragiche, è il caso di correre tali rischi per cosa? Arrivare 30 secondi prima, fare sfoggio della macchina costosa come status symbol?
Aver visto un tale atteggiamento, a me provoca amarezza, siamo stati tutti giovani e anche se la velocità piaceva, il senso di responsabilità ci imponeva il rispetto per gli altri come priorità.
Oggi non è più così, che peccato.
Le auguro di godersi la sua bella macchina su qualche circuito dove potrà divertirsi in completa sicurezza.
L.