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Sanità

Cantù, vero esempio di collaborazione ospedale-territorio: medici e pediatri uniti per i più piccoli

(Foto in copertina: la dottoressa Rosa Maria Maccarrone, prima a destra, con alcune colleghe del reparto di Pediatria dell’ospedale di Cantù)

“Spesso il pediatra di famiglia si trova a dover rispondere a quesiti clinici legati ad una sintomatologia sub acuta che meritano un approfondimento attraverso esami e/o valutazioni specialistiche – spiega il dottor Angelo Selicorni, primario della Pediatria dell’ospedale Sant’Anna nonché direttore del Dipartimento Materno Infantile di Asst Lariana – Pur non rientrando in situazioni classificabili con carattere di urgenza e quindi necessitanti di un accesso in Pronto Soccorso, come può essere nel caso di una bronchite febbrile che non passa o di un linfonodo di dimensioni aumentate che non ha risposto ad un primo trattamento antibiotico , sono però quesiti che non possono seguire il consueto canale della prenotazione ambulatoriale ed essere quindi rinviati. Da qui l’idea di mettere a disposizione un servizio di accesso rapido preferenziale attraverso appuntamenti dedicati in occasione dei quali, quando possibile in un’unica giornata, vengono eseguiti tutti gli approfondimenti necessari”.

 

“Abbiamo indicato ai pediatri un numero di telefono che possono contattare tutte le mattine, dal lunedì al venerdì – aggiunge la dottoressa Rosa Maria Maccarrone, responsabile della Pediatria di Cantù – In questo modo potranno confrontarsi con i medici ospedalieri in merito al quesito clinico e concordare l’iter diagnostico da predisporre. Sarà quindi il reparto ad organizzare gli accertamenti necessari (esami del sangue, visita specialistica, esami strumentali…), concentrandoli, quando possibile e in base alla complessità della patologia, in un’unica giornata e comunicare al collega la data dell’appuntamento”.

Il pediatra di famiglia compilerà una specifica impegnativa attraverso la quale il piccolo paziente potrà usufruire delle diverse prestazioni previste e al termine degli accertamenti verrà redatta una relazione clinica di dimissione, completa degli esiti degli accertamenti effettuati e che sarà messa a disposizione del curante e della famiglia.

“L’obiettivo di questa progettualità che, se positiva, poi estenderemo a tutto il territorio, è migliorare la risposta alla domanda di cura – aggiunge il dottor Selicorni – evitando collateralmente accessi impropri al Pronto Soccorso”. Il progetto è stato presentato nelle scorse settimane dal dottor Selicorni e dalla dottoressa Maccarrone insieme alla dottoressa Carla Longhi, direttore del Distretto di Cantù-Mariano Comense e la dottoressa Cristina Della Rosa, direttore del Dipartimento delle Cure Primarie di Ats Insubria.

 

“I prossimi mesi saranno importanti per capire come proseguire in questa direzione – conclude il dottor Selicorni – D’estate, fortunatamente, i casi sono limitati. Era però importante partire e avviare una nuova collaborazione con i referenti del territorio”.  “Questo progetto rappresenta un ottimo esempio di collaborazione ed integrazione tra ospedale e territorio” sottolinea il direttore generale di Asst Lariana, Fabio Banfi.

La Comunicazione aumentativa alternativa nella Pediatria dell’ospedale di Cantù

Nel corso di queste settimane il reparto di Pediatria e il Pronto Soccorso pediatrico dell’ospedale di Cantù sono stati etichettati con i simboli della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) linguaggio spesso utilizzato da bambini con bisogni comunicativi speciali in quanto affetti da problemi cognitivi e/o disturbi dello spettro autistico.

“E’ una scelta che intende esprimere un atteggiamento di accoglienza verso i bambini che fanno un uso quotidiano di tale strumento – osserva il dottor Angelo Selicorni, direttore del Dipartimento Materno Infantile di Asst Lariana – Ringraziamo l’associazione Diversamente Genitori per l’aiuto e la collaborazione prestate”.

All’ospedale di Menaggio sospese le visite dei parenti nel reparto Multidisciplinare

All’ospedale di Menaggio dalla giornata odierna sono sospese le visite dei parenti nel reparto Multidisciplinare (Medicina generale/Riabilitazione) in quanto a seguito degli screening periodici che vengono promossi, quattro pazienti ricoverati, per altre patologie, sono risultati positivi al Covid (sono tutti asintomatici o pauci sintomatici). Il reparto è stato suddiviso in aree separate e isolate in modo da non sospendere l’accettazione di nuovi pazienti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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