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Ambiente, Attualità

Bellagio, dal Comitato per il no il documento che stronca gli impianti sciistici sul San Primo: “Anacronistici, serve un parco”

“Occorre sottoporre ad una precisa valutazione ambientale la variante al Piano urbanistico del Comune di Bellagio, in più andrebbe depennata la destinazione d’uso per la pratica dello sci delle zone in località monte San Primo, ormai anacronistica, per fare posto almeno ad un Parco locale di interesse sovracomunale”. È questo, in estrema sintesi, il senso delle osservazioni presentate dal Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’, che ha prodotto un  documento di 9 pagine, in cui critica fortemente la volontà dell’Amministrazione Comunale di Bellagio di non sottoporre alla Vas (Valutazione Ambientale Strategica) la variante al Pgt (Piano di Governo del Territorio). Il Coordinamento, formato da ben 32 associazioni spiega: “Ha raccolto pareri giuridici e urbanistici di esperti del settore e, insieme ai referenti delle associazioni, ha elaborato una serie di osservazioni che mette in discussione l’iter definito dal Comune che punta a evitare i controlli di Provincia e Regione”.

Spiegano ancora: “Dopo aver esaminato attentamente il rapporto preliminare e la relazione illustrativa inerenti la variante al Piano dei Servizi ed al Piano delle Regole del PGT vigente nel Comune di Bellagio, il Coordinamento ‘Salviamo il Monte San Primo’ invita gli Amministratori a rivedere la variante e ad implementare la Vas (introdotta nell’Unione Europea dalla Convenzione di Aarhus del 2001 ed è stata recepita dalla Regione Lombardia nel 2006, allo scopo di “tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere”)”.

Il comitato precisa ancora: “Con la variante al Pgt, il Comune di Bellagio intende – in materia di sviluppo turistico – aprire la strada alla “… esecuzione di adeguamenti funzionali, che consentono alle strutture di adattarsi alle esigenze dettate da una fruizione internazionale …”, nonché alla “… possibilità di realizzazione di nuovi complessi, ampliando l’offerta turistico-ricettiva anche per tipologia …”, e favorire “… l’individuazione di nuove aree per la realizzazione di strutture necessarie, soprattutto in ambito montano, alla fruizione turistico-ricettiva del territorio …”.  Il Comune di Bellagio punta, quindi, allo sviluppo del settore turistico internazionale anche al San Primo. Eppure, il suo piano non è accompagnato da alcuna valutazione delle conseguenze che l’aumento delle presenze turistiche, del consumo di suolo, del traffico automobilistico, avrebbe su un territorio montano fragile, caratterizzato da complesse peculiarità ambientali.

Viene poi sottolineato: “Come nel caso del progetto di rilancio turistico ‘OltreLario’ – che prevede la realizzazione al San Primo di nuovi impianti di risalita e di innevamento artificiale, oltre che piste di tubing in plastica e nuovi parcheggi -, l’esclusione della Vas potrebbe dare il via libera ad interventi che non tengono conto della sostenibilità economica ed ambientale. Il Coordinamento ringrazia tutti coloro che hanno collaborato alla stesura delle osservazioni e, in particolare, l’architetto Nunzia Rondanini (referente del comitato civico e promotrice dell’iniziativa), nonché l’architetto. Giorgio Majoli (urbanista, oltre che storico attivista del Circolo Legambiente “Alexander Langer” di Monza) e l’avvocaro. Paola Brambilla (coordinatrice del Comitato Giuridico di WWF Italia), che hanno arricchito con competenza, passione ed argomentate considerazioni le nostre Osservazioni, indirizzate al Comune di Bellagio”.

Il Coordinamento ‘Salviamo il monte San Primo’ è formato da:

–        Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”

–        WWF Lombardia (e sezioni WWF Insubria)

–        CAI Lombardia (e CrTAM Lombardia)

–        Mountain Wilderness Italia

–        Fridays for Future – Como e Cantù

–        Gruppo Naturalistico della Brianza

–        Comitato Parco Groane-Brughiera

–        Legambiente (Coordinam. Province di Como e Lecco, Circoli di: Como, Cantù, Erbese, Lario Orientale, Lecco, Primalpe, Valle Intelvi)

–        LIPU Como

–        Comitato Bevere

–        Associaz. Monte di Brianza

–        CROS (Centro Ricerche Ornitologiche Scanagatta)

–        Associaz. Testa di Rapa

–        I Tetragonauti

–        Associaz. Territori

–        Gruppo Difesa Natura Suello

–        Emmaus Erba

–        Lake Pusiano eco team

–        Civiltà contadina – sez. Vallassina

–        Cgil di Como

–        Gruppo ‘Camminare fa bene & diverte’

–        Trekking Italia – sez. Lombardia

–        Arci provinciale Como

–        Enpa Como

–        ISDE – Medici per l’Ambiente

–        Borghi sul Lago – Blevio

–        Gruppo Volontari Protezione Ambientale – Blevio

–        Comitato  “Liberi di Sorridere”

–        Cooperativa Frate Jacopa

–        Cooperativa sociale ‘Miledù – Como

–        Auser Como

–        Val d’Esino ‘Bio’

 

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2 Commenti

  1. Sono d’accordo con il “Coordinamento ‘Salviamo il monte San Primo’”. Di impianti sciistici ce ne sono fin troppi sulle montagne è ora di fare qualcosa di concreto per salvaguardarle facendo rimboschimenti con tutela dei parchi e degli animali, lasciando loro spazio vitale.

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