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“Bambini trattati come pacchi postali e arroganza istituzionale sulla scuola di via Fiume e sulla Corridoni”

L’incredibile vicenda dello sgombero forzato della scuola Corridoni, con il trasferimento dei ragazzi in via Fiume sta suscitando un incessante susseguirsi di prese di posizione e polemiche.

A intervenire è anche il Comitato Como a Misura di Famiglia. Ecco l’analisi della situazione:

L’Amministrazione calpesta le famiglie e forza la mano prima del pronunciamento del Consiglio di Stato del 1° settembre. Le notizie sulle “grandi manovre” e sugli sgomberi in corso nella scuola di via Fiume per fare posto agli alunni della Corridoni rappresentano l’ennesima dimostrazione di un metodo di governo cittadino autoritario, opaco e privo di qualsiasi programmazione e rispetto per i bambini, per le famiglie e per la comunità scolastica.

Si conferma una linea politica intollerabile, con azioni improvvisate prive di programmazione a lungo termine e di uno sguardo complessivo sulla città. Una linea politica che non fornisce le necessarie garanzie di sicurezza e adeguatezza degli spazi (così come anche richiesto esplicitamente dalle autorità scolastiche) e non affronta i problemi reali delle famiglie, della scuola, della mobilità cittadina.

Come Comitato Como a Misura di Famiglia denunciamo con fermezza:

– Il metodo del “blitz”: sgomberare locali e riadattare spazi con le modalità che tutti abbiamo avuto modo di vedere non è efficienza, è arroganza istituzionale a scopo mediatico. La scuola pubblica non si gestisce con i colpi di mano di fine agosto.

– Bambini trattati come pacchi postali: gli studenti della Corridoni e di via Fiume vengono spostati o riadattati per tamponare le conseguenze di una politica improvvisata di smantellamento dei plessi scolastici, senza garanzie adeguate sulla qualità della didattica, sulla vivibilità e sulla sicurezza degli ambienti.

– Forzatura prima del giudizio di Roma: continuare con i trasferimenti proprio mentre si attende l’udienza del 1° settembre a Roma presso il Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva rappresenta una gravissima scorrettezza istituzionale e procedurale.

– Inadeguatezza e contraddizioni nella proposta di via Fiume quale sede principale per il trasferimento: il Comune ha sempre citato la Foscolo quale sede principale per trasferire gli alunni della Corridoni ma ad agosto (agosto!!) si è reso conto dell’impossibilità di perseguire questa strada ed ha quindi ripiegato sulla scuola di via Fiume che si trova dalla parte opposta della città e fa parte di un altro Istituto Comprensivo.

Pertanto chiediamo:

– L’immediata sospensione di ogni azione comunale nel rispetto dell’imminente udienza cautelare del Consiglio di Stato del 1° settembre.

– La massima attenzione delle autorità locali competenti e delle istituzioni governative e ministeriali affinché si monitorino eventuali irregolarità procedurali in tema di sicurezza ed adeguatezza delle scuole coinvolte. Stiamo raccogliendo ampie e legittime preoccupazioni di moltissime famiglie (anche di via Fiume), a loro il Comitato conferma che sosterrà ogni azione necessaria per tutelare i diritti delle famiglie e la dignità dei nostri bambini.

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