Come raccontavamo poche ore fa questa mattina, decisamente a sorpresa, incaricati e mezzi del Comune di Como capitanati dal sindaco Alessandro Rapinese hanno dato via alle operazioni di sgombero di alcune aule della scuola di via Fiume destinata a ospitare gli alunni della Corridoni di via Sinigaglia che nelle intenzioni dell’attuale amministrazione dovrebbe diventare un autosilo (qui il racconto).


Nei giorni scorsi la netta contrarietà, ampiamente argomentata dell’Ufficio scolastico Regionale con la lettera della direttrice Luciana Volta. Ora arriva una dura nota di Svolta Civica firmata dal capogruppo in consiglio comunale, Vittorio Nessi:
In fretta e furia, un sabato mattina, a distanza di tre giorni dall’inizio dell’anno scolastico, il sindaco decide di risolvere alla sua maniera il delicato problema delle scuole comunali.
Questo è il modo con cui Rapinese programma uno dei temi più significativi della sua amministrazione.
Gli scolari e le famiglie non possono essere trattati come pacchi gettati all’ultimo momento e alla rinfusa su un camion del Comune.Grazie.
Per Svolta Civica, Vittorio Nessi
Successivamente è intervenuto il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Alessandro Nardone:
Le immagini che giungono da via Fiume sono emblematiche. Non per Rapinese impegnato a spostare armadi, ma perché dietro quegli armadi ci sono circa duecento bambini ai quali, a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, viene chiusa la scuola.
Dopo gli sviluppi degli ultimi giorni, si procede comunque. D’altra parte ormai lo sappiamo: chiedere a Rapinese di ascoltare equivale a chiedere a Fàbregas di giocare per perdere.
Se il problema fosse soltanto l’arroganza potremmo anche infischiarcene, la vera questione riguarda le conseguenze di questo modo di amministrare.
C’è il trauma per i bambini che tra pochi giorni avrebbero dovuto ritrovare la propria scuola, i propri spazi e le proprie abitudini. Ci sono centinaia di famiglie costrette a riorganizzare dall’oggi al domani la propria quotidianità. C’è da capire come e dove verranno sostituiti gli spazi destinati alle attività di sostegno e ai laboratori. C’è il problema della viabilità di via Fiume, dove ogni mattina arriveranno centinaia di persone in più. E c’è un intero quartiere che viene privato di uno dei suoi presidi più importanti.
Una scuola non è un edificio nel quale spostare banchi e armadi, ma una comunità: è fatta di bambini, insegnanti, famiglie, relazioni, abitudini costruite negli anni e di un legame con il quartiere che la ospita.
Il signor Alessandro Rapinese risponderà di tutto questo davanti ai comaschi alle prossime elezioni, questa è la democrazia e saranno i cittadini a giudicare il suo operato.
Il problema è che le elezioni consentono di cambiare un Sindaco, ma non sempre consentono di ricostruire ciò che nel frattempo è stato distrutto o cancellato.
Ed è questa, oggi, la cosa che mi preoccupa di più.
E poi la Nota del Pd:
Le immagini delle attrezzature scolastiche di via Fiume, nel blitz con cui l’Amministrazione sta allestendo gli spazi per i 200 alunni della Corridoni, dicono tanto, se non tutto: fretta, pressappochismo, arroganza, aggressività. Il sindaco che prometteva attenzione alle piccole cose si trova ormai a buttare là tutto, giusto per fare vedere che fa, che non si ferma davanti a nulla, per solleticare la parte più arrabbiata dell’elettorato. Ovviamente, tutto questo senza alcun interesse verso il sistema educativo, alunni, famiglie, lavoratori della scuola, andando volutamente contro qualsiasi richiamo istituzionale per aumentare la sua visibilità personale, giocando sulla pelle della nostra città. D’altronde all’attuale sindaco interessa di un solo comasco: se stesso.
Mentre gli operai svuotano in fretta e furia gli spazi della Venini, dal Comune continua a regnare il silenzio più assoluto e imbarazzante sulle pesantissime criticità sollevate dall’Ufficio Scolastico Regionale che solo qualche giorno fa ha messo nero su bianco dubbi enormi sulla sicurezza, sull’accessibilità per gli alunni con disabilità e sul sacrificio di spazi essenziali per la crescita degli studenti.
Chiediamo ancora una volta a giunta, consiglieri di maggioranza, dirigenti, di intervenire per fermare questa insensata deriva e di prendersi la responsabilità di seguire il Bene Comune.
Questo disprezzo per le regole e per la sicurezza non è tollerabile. Trasferire 200 alunni della Corridoni smantellando i laboratori di un’altra scuola significa danneggiare due comunità scolastiche in un colpo solo. La scuola comasca merita rispetto, ascolto e visione strategica, non colpi di mano estivi degni della peggiore gestione padronale.
Daniele Valsecchi, segretario cittadino PD Como
Francesco Finizio, referente scuole PD Como
