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L’ufficio scolastico Regionale boccia via Fiume: “Non può ospitare gli studenti della Corridoni, garanzie o non chiudetela”. E l’intervento discreto del ministro

“La primaria di via Fiume non è idonea ad ospitare gli alunni della Corridoni. O fornite tutte le garanzie o sospendete la decisione di chiudere la scuola di via Sinigaglia”.

Questo, in estrema sintesi, il succo di una lunga lettera inviata dalla direttrice generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia (l’ex Provveditorato) Luciana Volta al sindaco Alessandro Rapinese, e alle dirigenti scolastiche coinvolte.

A meno di una settimana dall’inizio del nuovo anno scolastico (che parte ufficialmente il 1° settembre) e a pochissimi giorni dalla trattazione al Consiglio di Stato dell’istanza cautelare presentata dai genitori contro la decisione del Tar che ne aveva respinto il ricorso, duro braccio di ferro tra Comune di Como e scuola Corridoni sulle sorti degli oltre 200 alunni “sfrattati” per fare posto, secondo i progetti dell’amministrazione Rapinese, a un autosilo (qui tutta la cronaca di questi mesi) si arricchisce quindi di un nuovo passaggio tutt’altro che secondario.

Dopo che a fine luglio il provveditore Imerio Chiappa aveva rispedito al mittente, con una durissima nota, le accuse del primo cittadino e dell’assessore alle Politiche Educative, e vicesindaco, Nicoletta Roperto – che in un video scaricavano su di lui e sulla dirigente dell’Istituto Comprensivo la responsabilità di trovare una nuova collocazioni per gli studenti – nulla si era più saputo in merito al destino di alunni e docenti.

Pochi giorni fa però per l’esattezza lo scorso 20 agosto, il Comitato Genitori aveva inviato direttamente al Ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara una lettera (che riportiamo integralmente in fondo all’articolo) nella quale, ricostruendo tutto l’iter vissuto in questi mesi, sottolineavano la mancanza di risposte da parte del Comune sulla futura collocazione delle classi nonché le difficoltà delle famiglie e il rischio di perdere la continuità educativa.

E’ praticamente certo, quindi, che proprio a seguito di questa lettera il ministro si sia voluto attivare discretamente attraverso l’Ufficio Scolastico, così come è altrettanto probabile che, in questi giorni, dal Comune sia arrivata una qualche indicazione ufficiale che prevede lo spostamento degli alunni presso la scuola di via Fiume dal momento che, oggi, a prendere la parola è la dirigente che ha preso carta e penna per segnalare punto per punto tutte le criticità dei locali individuati come nuove sedi per gli alunni della Corridoni chiedendone una verifica urgente. Sul tema inoltre è molto attivo anche l’assessore regionale comasco Alessandro Fermi che da tempo segue la vicenda ed è in stretto contatto con istituzioni e famiglie.

“Con espresso riferimento alla recente disposizione di codesta Amministrazione comunale, relativa al trasferimento delle classi attualmente ubicate presso il plesso Corridoni dell’IC Via Borgovico nella sede individuata presso il plesso “Venini” dell’IC di Como centro, si ritiene doveroso segnalare, con la massima fermezza, le rilevanti criticità riscontrate in relazione alle condizioni dei locali e, in particolare, ai profili attinenti alla sicurezza e all’idoneità degli spazi ad accogliere la popolazione scolastica”, si legge infatti nella lettera.

Da qui una serie di punti che parte dall’evidenziare che i locali individuati non sono aule inutilizzate, bensì luoghi fondamentali per l’attività didattica quali “laboratoriali e ambienti funzionali all’organizzazione della Scuola Primaria Venini” occupati, si legge, “dall’aula di informatica, di musica, dalla biblioteca e dall’aula intercultura; inoltre, due degli spazi individuati sono stati unificati in un’unica aula adibita alla psicomotricità (e recentemente allestita con il contributo dell’Associazione genitori dell’Istituto). Una loro destinazione alla Scuola Corridoni comporterebbe, pertanto, una concreta sottrazione di spazi alla scuola Venini, con una conseguente significativa riduzione delle possibilità organizzative e didattiche del plesso”.

La scuola Corridoni di via Sinigaglia

La dirigente sottolinea poi come privare la scuola di via Fiume, organizzata per il tempo pieno, di questi spazi la priverebbe della sua impostazione laboratoriale “che richiede spazi differenziati e che verrebbe inevitabilmente compromessa da un depauperamento così rilevante degli ambienti attualmente disponibili”.

La lettera poi prosegue evidenziando le non secondarie condizioni relative alla manutenzione dell’edificio, aspetti già segnalati più volte al Comune dalla scuola fin dal 2025, che riguardano i bagni non funzionanti, distacchi di intonaco, messa in sicurezza di alcune aule e il ripensamento del piano che riguarda la sicurezza di scale, accessi e vie di fuga alla luce dei numerosi alunni disabili.

“Non si può, pertanto, non manifestare la propria contrarietà rispetto all’utilizzo della sede individuata nelle condizioni attualmente riscontrate, ritenendo necessario che, prima dell’effettivo trasferimento delle classi, sia acquisita ogni necessaria evidenza – tecnica e documentale – attestante l’idoneità dei locali alla destinazione scolastica e la piena sussistenza delle condizioni di sicurezza richieste dalla normativa vigente”, scrive la dirigente chiedendo verifiche urgenti “con particolare riferimento alla sicurezza strutturale, antincendio, impiantistica, alle vie di esodo e, più in generale, alla conformità e idoneità dei locali rispetto alla presenza continuativa di alunni e personale scolastico”.

In assenza di tali verifiche e senza le dovute garanzie, conclude la dirigente, “si invita pertanto l’Amministrazione comunale a rivalutare l’effettiva praticabilità del trasferimento nella sede individuata”.

Così ora, a meno di una settimana dall’apertura dell’anno scolastico, la palla passa nuovamente all’amministrazione comunale senza che le famiglie sappiano ancora dove portare i loro figli il primo giorno di scuola. Da ricordare come il ricorso al Tar delle famiglie sia stato bocciato, si attende ora il pronunciamento del Consiglio di Stato.

Qui la lettera completa:

All’attenzione del Sindaco del Comune di COMO

Alle Dirigenti scolastiche I.C. Como Via Borgovico I.C. Como Centro

Oggetto: trasferimento classi della primaria “Corridoni” presso locali dell’I.C. “Como centro” individuati dal Comune – segnalazione di criticità e richiesta urgente di verifica delle condizioni di sicurezza e idoneità dei locali

Con espresso riferimento alla recente disposizione di codesta Amministrazione comunale, relativa al trasferimento delle classi attualmente ubicate presso il plesso Corridoni dell’IC Via Borgovico nella sede individuata presso il plesso “Venini” dell’IC di Como centro, si ritiene doveroso segnalare, con la massima fermezza, le rilevanti criticità riscontrate in relazione alle condizioni dei locali e, in particolare, ai profili attinenti alla sicurezza e all’idoneità degli spazi ad accogliere la popolazione scolastica.

Dalle prime verifiche svolte dai Dirigenti scolastici interessati, emergono condizioni dei luoghi che, allo stato attuale, suscitano seria e concreta preoccupazione circa la possibilità di garantire agli alunni e al personale scolastico condizioni adeguate di sicurezza, salubrità, funzionalità e piena fruibilità degli ambienti.

Si evidenziano, in particolare, le seguenti criticità:

  • *La nota comunale fa riferimento alla presenza, presso il plesso Venini, di n. 12 aule “attualmente inutilizzate”. In realtà gli spazi individuati non possono essere considerati inutilizzati rispetto alle esigenze della scuola, in quanto costituiscono aule, spazi didattici, laboratoriali e ambienti funzionali all’organizzazione della Scuola Primaria Venini. Gli spazi individuati (con ingresso dalla via Cetti) sono occupati da 6 classi, dall’aula di informatica, di musica, dalla biblioteca e dall’aula intercultura; inoltre, due degli spazi individuati sono stati unificati in un’unica aula adibita alla psicomotricità (e recentemente allestita con il contributo dell’Associazione genitori dell’Istituto). Una loro destinazione alla Scuola Corridoni comporterebbe, pertanto, una concreta sottrazione di spazi alla scuola Venini, con una conseguente significativa riduzione delle possibilità organizzative e didattiche del plesso.
  •  La Scuola Primaria Venini accoglie attualmente 186 alunni, ed è interamente organizzata a tempo pieno, per 40 ore settimanali. Tale articolazione del tempo scuola rende indispensabile poter impiegare anche ambienti che consentano attività per gruppi, laboratori, percorsi inclusivi e forme di flessibilità didattica.
  • La proposta formativa della scuola si caratterizza, infatti, per una spiccata impostazione laboratoriale, che richiede spazi differenziati e che verrebbe inevitabilmente compromessa da un depauperamento così rilevante degli ambienti attualmente disponibili.
  • Analoga attenzione deve essere posta rispetto ai locali destinati alla refezione.
  • Le condizioni manutentive di alcuni ambienti dell’edificio sono poi davvero critiche. Come già rappresentato nel verbale trasmesso nel mese di ottobre 2025, e nuovamente inviato dalla scuola all’Ufficio Tecnico del Comune, nonché nel verbale relativo al sopralluogo del 4 agosto 2026, e alla luce delle risultanze della verifica ispettiva effettuata da ATS Insubria, permangono interventi che rivestono carattere prioritario sotto il profilo della manutenzione e sicurezza dell’edificio.

In particolare, si rende necessario provvedere:

– alla riparazione e al ripristino dei sanitari attualmente non funzionanti danneggiati;

– al risanamento delle pareti interessate da distacchi di intonaco conseguenti a rilevanti infiltrazioni d’acqua;

– al risanamento e alla messa in sicurezza delle pareti dell’aula di musica;

– al risanamento e alla messa in sicurezza di almeno ulteriori due aule.

Sono altrettanto importanti le vie di esodo, uscite di sicurezza, scale, accessi e percorsi di emergenza, considerando la presenza di numerosi alunni disabili.

Tutti tali elementi non possono essere ricondotti a meri aspetti organizzativi o di opportunità, trattandosi di condizioni che incidono direttamente sulla sicurezza degli alunni, del personale e di tutti gli utenti della struttura.

Non si può, pertanto, non manifestare la propria contrarietà rispetto all’utilizzo della sede individuata nelle condizioni attualmente riscontrate, ritenendo necessario che, prima dell’effettivo trasferimento delle classi, sia acquisita ogni necessaria evidenza – tecnica e documentale – attestante l’idoneità dei locali alla destinazione scolastica e la piena sussistenza delle condizioni di sicurezza richieste dalla normativa vigente.

Si chiede pertanto all’Amministrazione comunale di voler disporre con la massima urgenza una verifica tecnica complessiva dell’immobile, con particolare riferimento alla sicurezza strutturale, antincendio, impiantistica, alle vie di esodo e, più in generale, alla conformità e idoneità dei locali rispetto alla presenza continuativa di alunni e personale scolastico.

Si chiede altresì di trasmettere a questo Ufficio la documentazione tecnica e le certificazioni previste, nonché l’esito delle verifiche effettuate e l’eventuale cronoprogramma degli interventi necessari a rendere la sede pienamente idonea all’utilizzo scolastico.

Nelle more di tali verifiche, e in assenza di adeguate garanzie documentali e tecniche circa la piena sicurezza e idoneità dei locali, si ritiene di non poter considerare superate le criticità sopra evidenziate e invita pertanto l’Amministrazione comunale a rivalutare l’effettiva praticabilità del trasferimento nella sede individuata.

La presente segnalazione viene formalizzata affinché le criticità rilevate siano puntualmente portate a conoscenza dell’Amministrazione competente e formalmente acquisite agli atti, considerata la particolare delicatezza della situazione e la necessità di assicurare che qualsiasi soluzione organizzativa adottata non determini condizioni di rischio per gli studenti e per il personale.

Si confida in un tempestivo riscontro e, soprattutto, nell’adozione di ogni misura necessaria a garantire che l’attività didattica possa svolgersi esclusivamente in ambienti che offrano condizioni di sicurezza e idoneità pienamente adeguate alla funzione un scolastica.

IL DIRETTORE GENERALE

Luciana VOLTA

Qui la lettera inviata dai genitori al ministro Valditara (attendere un istante per il caricamento):

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