Poco dopo le ore 19:30 di ieri un malvivente ha messo a segno una rapina a mano armata ai danni di una stazione di servizio situata in via Cantonale a Bironico.
Secondo le informazioni ufficiali diramate attraverso un comunicato congiunto dal Ministero pubblico, dalla Magistratura dei minorenni e dalla Polizia cantonale, l’autore del colpo ha fatto irruzione all’interno del distributore di benzina impugnando una pistola. Sotto la minaccia dell’arma da fuoco, l’uomo ha intimato alla commessa e ad alcuni clienti presenti in quel momento di consegnargli i soldi, riuscendo così a farsi dare tutto il denaro contante custodito all’interno della cassa.
La fuga in scooter e la caccia all’uomo
Subito dopo aver racimolato il bottino, il rapinatore ha abbandonato precipitosamente il locale, dandosi alla fuga in sella a uno scooter e dileguandosi in direzione di Lamone. Immediatamente è scattato il dispositivo d’emergenza per le ricerche del fuggitivo. Le operazioni di caccia all’uomo hanno visto il massiccio impiego degli agenti della Polizia cantonale, supportati attivamente dal personale della Polizia della Città di Lugano, della Polizia Ceresio Sud e dai funzionari dell’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC).
La svolta nelle indagini: cinque persone in manette
Il tempestivo spiegamento di forze ha dato i primi frutti già nel corso della serata di ieri, quando le forze dell’ordine sono riuscite a intercettare e fermare due sospetti. Si tratta di un cittadino svizzero di 19 anni e di un cittadino italiano di 18 anni, entrambi residenti nel Luganese.
Le indagini non si sono fermate e gli accertamenti investigativi sono proseguiti serrati durante la notte. Nella mattinata odierna, sabato 4 luglio, gli sviluppi del caso hanno portato al fermo e al contestuale arresto di altre tre persone. I nuovi arrestati sono tre ragazzi minorenni di 17 anni, tutti residenti nella regione, rispettivamente di nazionalità svizzera, italiana ed eritrea.
L’inchiesta giudiziaria è attualmente in pieno svolgimento ed è coordinata dal Procuratore pubblico Luca Losa insieme alla Magistratura dei minorenni. Gli inquirenti sono al lavoro per ricostruire con esattezza le singole responsabilità dei cinque giovani finiti in manette e per verificare il loro eventuale coinvolgimento in altri episodi analoghi avvenuti sul territorio.