Nell’eterna rivalità, spesso a colpi di fioretto, tra Como e Varese riaccesa pochi giorni fa dalle parole del sindaco di Varese Davide Galimberti – che durante il podcast Next Move ha dichiarato che molti comaschi vorrebbero fuggire dall’overtourism che sta soffocando la nostra città per trasferirsi lì – si fa sentire anche la voce del comasco Alessandro Fermi.
Stuzzicato sull’argomento dal giornalista Mattia Andriolo in un servizio per l’emittente Rete 55 (qui l’intervista completa), l’assessore regionale all’Università, Ricerca e Innovazione ha infatti messo il dito nella piaga di uno dei lati più negativi che l’esplosione del turismo sta portando nel territorio comasco: la difficoltà che incontra chi vuole vivere e lavorare qui nel trovare alloggi a fronte di una crescita esponenziale di case vacanze.
“Il turismo ha certamente tantissimi ambiti positivi, ma il tema vero è che è cresciuto in maniera esponenziale in pochissimo tempo e quindi un territorio, anche la parte pubblica di un territorio, ha tempi lunghissimi per adeguarsi – sono state le sue parole – il rovescio della medaglia su cui bisogna correre per compensare questo successo è ovviamente il tema dell’abitare che non riguarda solo gli studenti (Galimberti nella sua intervista aveva fatto riferimento agli oltre 10 mila studenti dell’Insubria presenti nella sua città “in crescita mentre calano a Como” Ndr), ma anche le professioni fondamentali per il territorio”.
Con particolar riferimento, oltre a Como che però può giovare di un territorio più ampio alle sue spalle, soprattutto alle sponde del lago, Fermi ha infatti “tirato le orecchie” alla politica locale, spesso quasi ferma a osservare l’esplosione del turismo senza pensare a iniziative che permettano ai lavoratori di trovare casa, con tutte le conseguenze non solo di spopolamento e perdita di identità del nostro territorio, ma anche di possibili difficoltà nell’offrire servizi fondamentali per la collettività: “Iniziative che vadano a mettere a disposizione degli alloggi per professioni fondamentali per la collettività che vanno dall’ambito medico agli insegnanti, insomma a tutti coloro che lavorano nell’ambito pubblico e forniscono servizi fondamentali, è un tema su cui la politica deve correre. Non può essere veloce come è stato il turismo nella sua crescita esponenziale negli ultimi anni, ma deve correre perché questo è un tema su cui ci giochiamo anche un po’ la tenuta delle comunità locali. Non è certamente Venezia l’esempio a cui dobbiamo tendere”.
Come dire, parafrasando le sue parole: o ci diamo una mossa per trovare soluzioni abitative per chi vuole vivere e lavorare qui, o forse ha ragione Galimberti quando dice che i comaschi vogliono andare a vivere a Varese.
