Newslab , Socialab
Attualità

Circuito di Campione d’Italia 2026, la storia dei motori torna protagonista

Con la premiazione nel Salone delle Feste del Casinò di Campione d’Italia, si è chiusa domenica 6 settembre la seconda edizione del Circuito di Campione, la rievocazione dedicata alle automobili, alle motociclette e alle imbarcazioni storiche, ideata ed organizzata da Ermanno De Angelis e Nunzia Del Gaudio di Victorious Car Events, che dal 3 al 6 settembre ha riportato nel cuore dell’enclave il fascino delle competizioni d’altri tempi. Quattro giornate nelle quali il circuito pensato per la prima volta nel 1937 è tornato a essere un punto d’incontro per collezionisti, appassionati e pubblico, alternando momenti dinamici e occasioni più legate alla cultura dell’automobile.

I premi dell’edizione 2026
La classifica generale vetture ha premiato la Bugatti Brescia del 1925, numero 15, di Jean Marc Rusconi. Una vettura che, con le sue linee e la sua storia, rappresenta perfettamente lo spirito delle prime competizioni automobilistiche e che ha saputo imporsi nel percorso rievocativo. Per le motociclette, il primo posto è andato alla BMW R32 del 1924, numero 1, di Veniero Tajana. Tra le imbarcazioni, il riconoscimento più alto è stato assegnato alla Riva Junior del 1968, numero 2, di Claudio Albert.

Best in Show 2026
Il premio più atteso, il Best in Show 2026, è andato invece alla Bentley 4.5 Blower Original del 1930 di Mauritz van Son. Una delle vetture più spettacolari dell’intera manifestazione, imponente per dimensioni e peso, tanto da non poter essere portata sul palco durante la premiazione. La Bentley è stata così protagonista attraverso le immagini proiettate alle spalle del palco.

Il riconoscimento, istituito “per celebrare la più alta espressione di bellezza, storia e maestria automobilistica”, è stato consegnato dal Presidente del Casinò di Campione, Roberto Maria Guarini, che ha presieduto i momenti più importanti della cerimonia.

Il premio è stato pensato come un vero e proprio oggetto d’arte, una raffinata opera in ceramica realizzata da Roberto Barbero, artista e artigiano con un passato nell’alta orologeria e una produzione legata alla ceramica contemporanea. Al suo nome sono associate anche le celebri piastrelle del Muretto di Alassio e diversi riconoscimenti istituzionali.

A Mauritz van Son è stato inoltre consegnato il cronografo ufficiale del Circuito di Campione, a sottolineare quel legame tra precisione meccanica, artigianalità e cultura del collezionismo che accomuna l’orologeria di alta gamma e l’automobilismo storico.

Il Trofeo Casinò di Campione premia lo spirito sportivo
Accanto al Best in Show, il Casinò ha assegnato anche il prestigioso trofeo “Casinò di Campione”, una coppa alta più di un metro dal design esclusivo, pensata non soltanto come riconoscimento alla prestazione, ma “per celebrare lo spirito sportivo, la passione e la correttezza in gara”. Il premio è stato attribuito a Guy Clavel, presidente del Cercle Pagasse Amilcar, a bordo di Amilcar C6 del 1927.

Il Museo Tazio Nuvolari e il legame con la storia
Tra i partner culturali della manifestazione c’è anche il Museo Tazio Nuvolari, presente fin dalla prima edizione. Il direttore Giuseppe Pottocar, insieme agli organizzatori del Circuito Nunzia Del Gaudio ed Ermanno De Angelis, ha contribuito a rafforzare il rapporto con la tradizione del motorismo italiano. E proprio la memoria è stata uno degli elementi centrali dell’intera manifestazione. Negli spazi del Casinò è stata infatti esposta la Lancia Aurelia B24S, vincitrice nel 1956 del “Premio d’Onore” al Concorso d’Eleganza di Campione d’Italia. Una presenza particolarmente significativa, perché riporta alla luce un capitolo della storia automobilistica di Campione e testimonia il ruolo che la località aveva già conquistato, negli anni Cinquanta, nel mondo dell’automobile d’epoca.

Non solo auto: mostre, Formula 1 e collezionismo
Il Circuito non è stato soltanto una competizione. Dal 3 al 6 settembre il programma ha affiancato alla rievocazione una serie di appuntamenti culturali e artistici. Tra questi la mostra “Campione in Pista”, allestita alla Galleria Civica “Don Sandro Vitalini”, che ha ospitato anche la direzione sportiva. Un percorso attraverso fotografie, automobili e memorabilia legati alla storia del Circuito, con la presenza di due vetture di Formula 1 particolarmente prestigiose: una Lotus della collezione Expo Moser e una Elva della collezione MCM Motors di Marco Coppini. In mostra anche un Tony Kart completamente restaurato, appartenente alla collezione di Dedo Tanzi, al quale durante la cerimonia è stata consegnata una targa speciale. Un riconoscimento dal significato particolare, accompagnato da una dedica all’amicizia e a quel rapporto umano che, spesso, nasce proprio attorno alla passione per i motori e finisce per andare oltre le automobili.

Nel Salone delle Feste il gran finale
Tra vetture leggendarie, trofei e immagini della manifestazione, il Circuito ha chiuso il proprio percorso riportando al centro non soltanto la competizione, ma una certa idea dell’automobile. Perché dietro una vettura storica non ci sono soltanto una marca, un modello o una vittoria. Ci sono anni di ricerca, restauri, manutenzione e cura. Ci sono collezionisti che dedicano tempo e risorse alla conservazione di automobili che appartengono alla memoria collettiva. È questo, in fondo, il senso della rievocazione: riportare in vita una storia che altrimenti rischierebbe di rimanere soltanto nei libri e nelle fotografie. E i premi assegnati a Campione sembrano voler raccontare proprio questo: la vittoria, certo, ma anche la bellezza, la correttezza sportiva, la cultura del restauro e quella passione per i motori che, a distanza di decenni, continua a tenere accesa la memoria delle grandi automobili.

default

© RIPRODUZIONE RISERVATA