La questione taxi boat a Como è sempre in primo piano tra barche in coda con l’affollamento del porto di Sant’Agostino e il tema strettamente connesso dei buttadentro costantemente multati. Il destino del servizio è segnato, il sindaco di Como Alessandro Rapinese in questo senso è stato chiarissimo: il pontile del porto sarà assegnato alla Guardia di Finanza e il pontile pubblico, per tutta l’utenza, sarà quello di villa Geno (villa Margherita): qui altri dettagli e qui alcune perplessità politiche.

Ciò detto, giusto oggi davamo conto dell’ennesima ‘caduta’ dei parapetti provvisori che in questo momento chiudono il perimetro del Lungolago cittadino: Como, sul lungolago i parapetti provvisori a terra: ipotesi vandali. Ironia del cittadino: “Qualcuno ha deciso che è meglio così”. La questione è molto aperta (coinvolti Comune e Regione) e a oggi non è ancora chiaro se verranno installati parapetti definitivi, anche se l’orientamento è quello (non va dimenticata l’imbarazzante posa dei modelli di parapetto proposti dal Pirellone, costosissimi e contestati da chiunque).
Ebbene, ampia premessa, per documentare come i parapetti provvisori già fragilissimi diventino ormeggio per i motoscafi (plausibilmente taxi boat). Lo documenta con immagine e video un affezionato lettore:
