Raccontavamo il primo episodio solo due giorni fa, era il 18 maggio: Dopo 7 anni di abbandono doveva succedere: il capolavoro del Razionalismo rifugio per senzatetto.

L’asilo Sant’Elia meraviglia del genio di Giuseppe Terragni (e scrivevamo nel precedente articolo: fallimento politico, amministrativo e culturale) diventato la casa per una persona che casa (e colpa) non ha.
Ma comunque si tratta di un segno, di un simbolo chiaro di abbandono.

Ebbene, non basta. Poiché il video giunto questa sera al giornale mostra di più, le ringhiere dell’Asilo trasformate in stenditoi per mutande e vestiti vari.

Se vale il rispetto totale e incondizionato (sia chiarissimo) per la disperazione di chi non ha un tetto sopra la testa vale altrettanto il rispetto di uno dei simboli della culla intellettuale e architettonica comasca, il più grande valore novecentesco di questa città che oggi non sembra una priorità oltre le intenzioni e le dichiarazioni. Le immagini e i video che pubblichiamo sono chiarissimi.