Prima o poi doveva accadere. E infatti è accaduto. Ed ecco la somma fatidica tra un fallimento politico, amministrativo e culturale – che ovviamente parte molto prima dell’amministrazione Rapinese, che pure non ha dato la svolta attesa – e la disperazione di chi una casa non ce l’ha.

Questa infelice unione non poteva che trasformare persino l’Asilo Sant’Elia di Como, uno dei più celebri gioielli del Razionalismo italiano e lariano nello specifico, non casualmente frutto del genio di Giuseppe Terragni, in un mini-ricovero di fortuna per senzatetto.

Le foto scattate domenica 16 maggio che vedete in tutto l’articolo testimoniano quanto la disperazione non faccia distinzione tra tuguri di fortuna o gioielli dell’architettura contemporanea. Con la conseguenza che anche una parte dell’Asilo Sant’Elia di Como – vuoto e in stato di sostanziale abbandono dopo il tentativo di recupero finito malissimo e rimasto incompiuto dall’ormai lontanissimo 2019 – è diventato un giaciglio di fortuna.

E’ la prima volta, o almeno è la prima volta che questo ‘riuso’ viene documentato. Ma l’esperienza insegna: di solito, situazioni simili si moltiplicano. Staremo a vedere se quella di ‘dormitorio estivo’ per persone senza un tetto sarà il mesto futuro del capolavoro di Terragni.