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Como, turismo (e non solo), Rapinese e quell’intervista: “Se qualcuno preferisce una città tranquilla vada a Varese”. Poi Gaddi il sanguinario

E’ ampia e lunga l’intervista rilasciata dal sindaco di Como, Alessandro Rapinese, al quotidiano La Provincia di Como nell’edizione di domenica 17 maggio (la trovate qui integrale per farvene un’opinione).

Il capo cronaca Guido Lombardi fa domande su molti temi, uno in particolare è il più importante: il turismo o, meglio, l’overtourism che evidentemente da qualche anno insacca la città e i residenti del centro, quantomeno quelli rimasti.

Chiede il giornalista: Il turismo per Como è certamente un asset ormai fondamentale. Il Comune può fare di più per governare il fenomeno?

Risponde, invero un bel po’ evadendo, l’inquilino di Palazzo Cernezzi: Forse una parte di città preferiva il degrado di via Anzani o di alcune periferie invece di avere americani ed australiani che girano per Como e spendono qui i propri soldi. Se qualcuno preferisce vivere in una città tranquilla e senza turisti può andare tranquillamente a Varese.

Così Lombardi insiste: Capisco, ma ci sono conseguenze anche sul piano dei costi per le famiglie. Penso al tema degli affitti.

E Rapinese replica, scansando ancora almeno una parte della domanda: Beh, in questo caso posso consigliare a chi desidera un’economia pianificata di trasferirsi direttamente in Corea del Nord. Il turismo è una ricchezza: il sindaco di Lugano spende milioni di franchi in promozione e si arrabbia perché Como viene di gran lunga preferita. Tutte le località investono per attirare persone. E l’overtourism sarebbe un problema per Como? Ben vengano i visitatori.

Sull’intervista integrale è poi arrivato il giudizio, al solito pesantissimo e sanguinario, del consigliere regionale e coordinatore provinciale di Forza Italia, Sergio Gaddi.

L’intervento con un post su Facebook. Eccolo:

 

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