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Como, la casa dalle finestre che non ridono: “Temperature roventi e siamo senza persiane da un anno”

Se, quando le temperature in città superano i trenta gradi, tu non hai le persiane alle finestre di casa (appena ristrutturata), ma il tuo vicino sì, forse hai decisamente motivo di arrabbiarti.

Questa è la situazione, un po’ surreale, che stanno vivendo alcuni abitanti delle Case Popolari di via Anzani, bellissimo complesso razionalista progettato nel 1938 da Giuseppe Terragni e Alberto Sartoris di proprietà del Comune di Como, ma affidate in gestione ad ALER, dove a cantiere ormai concluso diversi appartamenti si trovano ad affrontare il caldo estivo senza la possibilità di ombreggiare casa, o con la magra consolazione di una sola anta a chiudere le finestre affacciate su via Anzani o sul giardino interno.

“L’anno scorso, a primavera, sono iniziati i lavori di ristrutturazione dei due edifici e sono state, naturalmente, tolte le persiane dalle finestre – racconta un residente che preferisce rimanere anonimo (la nostra redazione ne ha naturalmente verificato l’identità) – i lavori sono andati avanti a spizzichi e bocconi, con lunghi periodi durante i quali non si vedeva nessuno sul cantiere, e ogni tanto veniva posizionata nuovamente qualche persiana, finché nella prima di quest’anno sono stati smontati i ponteggi, i lavori sono stati conclusi, ma molti di noi sono rimasti senza persiane o con una persiana sì e una no e senza sapere quando potranno riaverle visto che da Aler non arriva nessuna risposta”.

Il risultato, come è ovvio, sono temperature altissime nelle stanze e luce all’alba: “Ho dormito un anno e mezzo sul divano del soggiorno perché in camera non potevo oscurare le finestre e al mattino la luce del sole arriva prestissimo – spiega infatti – ora mi ritrovo con mezza anta e mi sono dovuto arrangiare attaccando all’altro vetro un tappetino da palestra per oscurarlo, mentre in cucina batte il sole ed è una tortura accendere i fornelli per cucinare tanto che a volte appendo al vetro una tovaglia per poter almeno stare lì a mangiare. So che vista dalla strada è brutta, ma devono solo venire a parlarmi di decoro con questo caldo”.

“Qui abitano per lo più persone anziane e questa situazione deve essere risolta al più presto perché sta creando enormi disagi a tanti di noi – aggiunge – personalmente inizierò a informarmi presso un legale per capire come muoverci se le cose dovessero andare ancora per le lunghe”.

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