Due Americani (cocktail a base di Campari, Vermouth rosso e soda) e due bottigliette da mezzo litro d’acqua accompagnate da – testuale – “un minuscolo contenitore con una decina di patatine” per 40 franchi svizzeri (circa 41 euro). Quanto basta perché i due clienti lasciassero il locale, rinunciando alla cena già programmata a quei tavoli. E il caso, a Lugano, infuria. A darne conto – su segnalazione diretta degli interessati – il giornale Ticinonline, con annesso dibattito che, peraltro, spesso si è udito anche a Como.
“Sono atteggiamenti che possono inevitabilmente avere delle conseguenze negative per tutti. Chi si siede al bar va coccolato – spiegano a Tio.ch dal bar Oops – La nostra filosofia è quella di trattare sempre al meglio chi viene da noi anche perché di bar e locali ce ne sono tanti e se il cliente si sente raggirato, non farà altro che andarsene”.
Il tema – sottolineano dal giornale – “non è infatti tanto il costo di un drink, visto che consultando i menù di diversi locali in centro a Lugano, la media di un cocktail – dallo spritz al Negroni, passando per un Americano – è simile e oscilla di qualche franco, ma da cosa c’è intorno, in fatto di attenzioni e premure”.
“Noi ad esempio diamo degli stuzzichini come patatine, olive e taralli. Poi in certi giorni facciamo aperitivi particolari con delle tapas, insomma cerchiamo di diversificare ed essere sempre pronti – spiegano ancora dall’Oops – Perchè se poi passa il messaggio negativo è rischioso”.
Il dibattito su cosa servire con l’aperitivo – momento ormai classico della giornata in una città ultraturistica come Como, peraltro come in tutta Italia – diventa il vero nodo della questione. Tanto che Tio.ch riporta anche il parere di un altro locale, Il Fermento, dove con l’aperitivo “oltre a ciò che portiamo di default con il bere, ovvero patatine, olive e noccioline, abbiamo poi molte altre proposte. Purtroppo non tutti hanno la stessa filosofia”.
La questione viene portata addirittura sul rischio di “possibili conseguenze negative per i turisti, derivanti da un semplice gesto come bere un aperitivo in piazza”. E sul punto, tramite le pagine del quotidiano ticinese, interviene anche Massimo Suter, presidente di Gastro Ticino. “Quando una persona compra una prestazione, sia essa un oggetto o un servizio come un aperitivo, deve informarsi. Deve verificare se il prezzo, facilmente consultabile sul menù, è per lui consono e non dare per scontato nulla. Se un Americano costa 13 franchi, quello è ciò che spenderà. Starà poi al barista offrire qualcosa in più, coccolare il turista, trattenerlo e invogliarlo a tornare. Ma non è un obbligo, è una prestazione volontaria dell’esercente”.