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Rifiuti a Como, multe fino a 300 euro per chi sbaglia. Ecco tutte le cifre

Sacchi della spazzatura esposti nel giorno sbagliato, rifiuti domestici gettati illecitamente nei cestini stradali, mozziconi di sigaretta abbandonati a terra e materiali ingombranti lasciati senza criterio accanto ai contenitori. Il Comune di Como ha deciso di intervenire con fermezza.

Le nuove sanzioni, previste in misura ridotta, sono entrate in vigore grazie all’approvazione della deliberazione della Giunta Comunale numero 174 del 31 luglio 2026, resa immediatamente eseguibile.

La tabella elenca decine di violazioni specifiche, con sanzioni pecuniarie che variano dai 50 ai 300 euro. L’esecutivo cittadino ha optato per un inasprimento mirato, colpendo con maggiore severità quelle condotte ritenute particolarmente impattanti e dannose dal punto di vista ambientale.

Sacchi esposti fuori orario o nel luogo sbagliato: le sanzioni

Il rispetto del calendario di ritiro diventa un imperativo. Esporre le varie tipologie di rifiuti in giorni o fasce orarie differenti da quelli stabiliti dal calendario ufficiale costerà al cittadino una sanzione di 150 euro.

La multa subisce un incremento, arrivando a 200 euro, nel caso in cui i sacchi o i bidoni vengano posizionati in punti non autorizzati o, peggio, in modo tale da creare intralcio alla circolazione di veicoli, pedoni, carrozzine e persone con disabilità. La tolleranza zero si applica anche ai furbetti del civico: è prevista un’ammenda da 100 euro per chi posiziona la propria spazzatura davanti a un numero civico diverso da quello dell’edificio di effettiva produzione del rifiuto. Inoltre, la dimenticanza costa cara: lasciare sulla pubblica via i contenitori già svuotati oltre gli orari consentiti comporta un’ulteriore sanzione di 100 euro. Infine, chi ignora e non ritira i sacchi giudicati “non conformi” (facilmente riconoscibili grazie all’apposito adesivo di segnalazione applicato dagli operatori ecologici), andrà incontro a una multa di 200 euro.

Errori nella raccolta differenziata e sacchi aperti

La precisione nello smistamento dei materiali è al centro del nuovo piano sanzionatorio del Comune di Como. Il mancato conferimento separato della spazzatura prevede un verbale da 150 euro, mentre chi mescola all’interno dello stesso sacco materiali non idonei alla raccolta differenziata dovrà pagare 200 euro.

Ammonta a 100 euro la sanzione per chi commette leggerezze come l’utilizzo di contenitori non approvati dall’ente, l’esposizione di sacchi non sigillati correttamente o il mancato schiacciamento degli imballaggi per ridurne il volume. Se si tratta di scatoloni e cartoni voluminosi, questi devono essere piegati e legati a regola d’arte; in caso contrario, la multa sale a 150 euro.

Le infrazioni più gravi riguardano però la contaminazione chimica e lo smaltimento illecito: gettare rifiuti pericolosi nei sacchi o nei bidoni destinati alle normali frazioni di riciclo comporta la sanzione massima di 300 euro. La medesima, severa cifra viene applicata a chi sversa oli e grassi alimentari negli scarichi dei lavandini di casa, nei sanitari o direttamente nella rete fognaria.

Decoro urbano: multe salate per mozziconi, piccoli rifiuti e ingombranti

La nuova tabella approvata dalla Giunta dichiara guerra alla micro-maleducazione quotidiana. È prevista una multa di 200 euro per l’abbandono sul suolo pubblico di piccoli scarti come mozziconi di sigaretta, scontrini, fazzoletti di carta e gomme da masticare. La medesima sanzione da 200 euro colpirà chi utilizza i cestini stradali pubblici per sbarazzarsi dei propri rifiuti domestici, persino se questi ultimi sono di piccole dimensioni.

Il pugno duro dell’amministrazione colpisce anche la gestione illecita del pattume di grandi dimensioni: depositare rifiuti ingombranti in prossimità dei cestini gettacarte stradali costerà 300 euro. Stessa cifra (300 euro) per chi viene sorpreso a danneggiare, ribaltare, rimuovere o imbrattare i cestini pubblici, e per chi abbandona materiali ingombranti vicino ai bidoni adibiti alla normale raccolta domiciliare.

I motivi della stretta: più controlli e costi per la collettività

All’interno della delibera, il Comune di Como giustifica questo inasprimento spiegando che i costanti controlli effettuati dalla Polizia Locale e dagli ispettori ambientali hanno fatto emergere il perdurare di diffuse irregolarità, concentrate in particolar modo nelle modalità di esposizione in strada e nella scorretta separazione delle frazioni riciclabili.

Secondo le stime dell’amministrazione comunale, queste disattenzioni compromettono inevitabilmente la qualità finale della raccolta differenziata, riducendo drasticamente le percentuali di materiali effettivamente avviati al riciclo. Questo meccanismo genera un aumento considerevole dei costi di trattamento e di smaltimento negli impianti, oneri che, inevitabilmente, finiscono per ricadere sulle tasche dell’intera collettività.

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