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Frontalieri, paradosso Tassa Salute: “Nella stessa fabbrica un lavoratore pagherà, l’altro no”

“Ci troveremo nella stessa fabbrica con un lavoratore di Luino tassato e uno di Verbania no”. Con questa immagine emblematica, il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti ha fotografato la confusione generata dalla cosiddetta tassa salute per i frontalieri, al centro di una conferenza stampa convocata dal Partito Democratico davanti a Palazzo Verbania, a Luino.

All’incontro hanno preso parte il senatore Alessandro Alfieri, lo stesso Astuti e il sindaco di Luino, Enrico Bianchi. Un fronte comune di amministratori e rappresentanti politici per denunciare quello che definiscono un “doppio binario” discriminatorio e un indebolimento degli accordi storici sui ristorni ai Comuni di confine.

Astuti: «Norma calata dall’alto e disparità tra Lombardia e Piemonte»

Secondo Samuele Astuti, la misura sarebbe “nata notte tempo” all’interno della legge di bilancio, priva di qualsiasi confronto preventivo con i sindacati, i lavoratori e gli enti locali.

Il paradosso, secondo l’esponente dem, è ora geografico e normativo: mentre la Regione Lombardia (Luino dista 20 chilometri da Verbania in Piemonte), preme per l’introduzione della tassa, il Piemonte ha scelto di non applicarla. Da qui l’esempio dei due operai della stessa azienda residenti in province diverse ma sottoposti a regimi fiscali opposti. Una situazione che, oltre a creare disparità, solleva seri dubbi di costituzionalità, con i sindacati già pronti a dare battaglia tramite ricorsi legali.

Alfieri sui ristorni: “Il governo sottrae risorse ai Comuni”

Il senatore Alessandro Alfieri ha spostato il focus sulla gestione dei ristorni, accusando il governo di centrodestra di voler scardinare un equilibrio faticosamente raggiunto. “Noi avevamo costruito un impianto preciso: nessun euro in più chiesto ai vecchi frontalieri e nessun euro in meno ai Comuni”, ha spiegato Alfieri.

L’accusa è quella di un tentativo di “centralizzazione” delle risorse: prima attraverso l’ipotesi di far confluire i fondi nella fiscalità generale, poi con il dirottamento verso le Regioni. “Ma questi soldi appartengono ai Comuni di confine”, ha ribadito il senatore, criticando anche l’allargamento della platea dei beneficiari che rischia di diluire i fondi destinati a realtà storicamente frontaliere come Luino, che riceveranno così meno risorse.

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