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Il blocco che rischia di fermare un’auto su 7 in Lombardia: quali modelli, quali non comprare e da quando

Mancano pochi mesi a un passaggio normativo destinato a stravolgere il mercato automobilistico del Nord Italia. A partire dal 1° ottobre 2026, le vetture diesel Euro 5 immatricolate tra il 2011 e l’agosto 2015 non potranno più circolare nei principali centri urbani di Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna durante i giorni feriali. Una stretta che da Milano a Torino, e da Bologna a Verona, rischia di trasformare migliaia di auto regolarmente utilizzate in veicoli di fatto inutilizzabili per il commuting quotidiano.

Eppure, sul mercato dell’usato italiano queste vetture continuano a recitare un ruolo da protagoniste, esponendo chi compra a un altissimo rischio svalutazione.

Mercato dell’usato: 1 auto su 7 è un “Euro 5 a scadenza”

A fotografare l’entità del fenomeno è l’ultima analisi di CARFAX (azienda leader internazionale nello storico dei veicoli), realizzata elaborando i controlli targa effettuati sul portale italiano carfax.it tra il 1° gennaio e il 3 maggio 2026.

Su un campione di oltre 100.000 veicoli verificati, più di 14.000 appartengono alla classe ambientale Euro 5: si tratta del 14% del totale, ovvero circa un’auto su sette.

Per chi sta valutando l’acquisto di una vettura di seconda mano, questo dato lancia un segnale inequivocabile: la verifica della classe ambientale prima di avviare la trattativa è diventata un filtro obbligatorio tanto quanto il controllo della meccanica. Il pericolo concreto è pagare a prezzo di mercato un’auto che, dall’oggi al domani, non potrà più essere accesa per andare al lavoro.

Radiografia delle Euro 5: vecchie, usurate e con passati critici

Ma qual è il reale stato di salute di queste auto? Il confronto tra il sotto-campione Euro 5 e il dato generale del database CARFAX restituisce l’immagine di un parco circolante d’annata e fortemente stressato:

  • Età media: 12 anni per le Euro 5 (contro i 9 anni del campione totale).

  • Chilometraggio: 146.000 km medi percorsi, ben 30.000 km in più rispetto alla media generale (ferma a 117.000 km).

  • Fattori di rischio nascosti: Il 64% delle Euro 5 presenta almeno un’anomalia nello storico (contro il 52% del totale).

  • Sinistri e danni: Il 57% ha subìto incidenti o danni documentati, un balzo netto rispetto al 43% della media generale.

Si tratta, in sintesi, di vetture giunte all’ultimo ciclo di vita utile che vengono rimesse sul mercato proprio a ridosso del blocco del traffico padano.

I marchi più esposti: la top 5 e il paradosso dei brand Premium

Quasi il 50% di tutti i controlli Euro 5 registrati sulla piattaforma si concentra su cinque specifici costruttori. Fiat guida la classifica con il 13% dei volumi, seguita a ruota dal blocco tedesco: Audi (10%), BMW (9%), Mercedes (8%) e Volkswagen (8%).

L’incidenza delle vetture con “almeno un fattore di rischio” varia pesantemente a seconda del badge sul cofano:

  1. BMW: 78% di veicoli con anomalie

  2. Audi: 77%

  3. Mercedes: 74%

  4. Volkswagen: 65%

  5. Fiat: 60%

I dati confermano una tendenza storica del comparto: le auto Premium, mantenendo un valore percepito più alto, vengono fatte circolare più a lungo. Non a caso, il chilometraggio medio per i marchi tedeschi di questa fascia supera i 160.000 km, rendendo l’indagine sul pregresso un passaggio cruciale.

I modelli sotto la lente: il “caso” Alfa Romeo Giulietta

Scendendo nel dettaglio dei singoli modelli, la Fiat Panda si conferma l’auto Euro 5 più controllata d’Italia (3% del totale generale, pari al 25% di tutte le verifiche in casa Fiat), tallonata dalla Fiat 500 (3%).

Il dato statisticamente più d’impatto riguarda l’Alfa Romeo Giulietta: il 59% di tutte le Giulietta verificate sul portale italiano appartiene alla classe Euro 5. Una concentrazione altissima che impone la massima cautela ai collezionisti e agli amanti del brand. Chiudono la Top 5 la Volkswagen Golf (2%) e i SUV della Serie X di BMW (2%).

Tra questi modelli — tutti accomunati da un’età media di 12 anni — la forbice chilometrica va dai 114.000 km della Fiat 500 ai 167.000 km dei SUV BMW, mentre la quota di vetture con fattori di rischio oscilla tra il 53% della Panda e il picco del 66% registrato dai modelli BMW Serie X.

L’esperto: “Incrociare classe ambientale e storico del veicolo”

“Il blocco dei diesel Euro 5 rappresenta un passaggio importante e ormai inevitabile per il mercato italiano dell’usato”, spiega Marco Arban, Direttore del Business Development in Europa di CARFAX.

“La mobilità sta cambiando e il mercato non potrà che adeguarsi. In questo scenario, chi compra un’auto di seconda mano deve poter fare scelte basate su informazioni reali. Il controllo targa non si limita a indicare la classe ambientale, ma fa emergere elementi pregressi determinanti: dagli incidenti taciuti alle manomissioni del contachilometri. Parliamo di fattori di rischio che il venditore a volte non comunica — o che lui stesso ignora per primo — ma che spostano migliaia di euro sul valore effettivo del mezzo. Verificare prima di trattare è l’unico modo per acquistare in sicurezza”.

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