Il ricorso è stato respinto perché il Comune di Como ha fermato i lavori. La notizia è che oggi possono esultare gli esercenti di viale Geno che si sono spinti al Tar, con l’avvocato Elisabetta di Matteo, per opporsi ai lavori (anzi al calendario dei lavori e non alle opere in sé) che l’amministrazione avrebbe voluto avviare in zona. Parliamo di viale Geno per abitudine comasca, in realtà il tratto di strada è ancora Lungolario Trieste. Segmento che va da piazza Matteotti a piazza De Gasperi: qui il progetto di restyling e qui l’intervista alla legale.
Come detto l’opposizione dei titolari dei locali non è mai stata diretta alla riqualificazione della zona ma sul periodo ipotizzato per il cantiere che andava a sovrapporsi alla stagione turistica 2026.
Spiega l’avvocato Di Matteo: “I lavori non sono iniziati e non inizieranno, non occorre alcuna sospensione perché sono stati sospesi dal Comune. Auspico che il Comune prenda responsabilmente atto che i lavori pubblici non possono essere considerati “necessari e urgenti” e subito dopo “non necessari e non più urgenti”.

Il Tar Milano infatti ha dato atto che, in seguito ai ricorsi da parte del Bar Lario e del ristorante Lago Food, depositati il 26 febbraio scorso, il Comune di Como ha revocato, il 7 marzo ha revocato l’invito alla rimozione delle strutture esterne, che sarebbe dovuto avvenire entro il 9 dello stesso mese, disponendo l’archiviazione del procedimento. L’esigenza cautelare, quindi, allo stato, non sussiste più. Il Comune, in autotutela, a seguito dei ricorsi,<“Ha definito il procedimento avviato con la comunicazione 20 febbraio, avente ad oggetto la sospensione dell’occupazione dell’area dehors, dando atto che e venuto meno il motivo dell’avvio della procedura diretta a liberare l’area interessata dai lavori di riqualificazione” e che è venuta meno la necessità di consegnare le aree all’impresa.


L’udienza di ieri, 13 aprile, ha riguardato unicamente la sospensiva dei lavori e in tale contesto Di Matteo ha pure documentato “l’eventuale grave danno che avrebbero potuto subire le attività in caso di inizio dei lavori, producendo il fatturato generato dal 9 marzo al 6 aprile, fatturato che il Tar, nel decreto del 27 febbraio, aveva definito “danno ristorabile” nel caso fosse stata rilevata una illegittimità della procedura amministrativa. Su Viale Geno operano ben venti strutture tra bar e ristoranti, con un fatturato complessivo annuo di circa trenta milioni di euro e che danno lavoro a trecento dipendenti, per lo più giovani”.