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Il sindaco Bulgheroni scrive a Conte: “Io figure da pagliaccio per lei non ne faccio più. Vada a casa”

Che il sindaco di Casnate con Bernate, Fabio Bulgheroni, sia primo cittadino di carattere spumeggiante nonché vulcanico, è cosa nota tra Como e provincia.

Ma stavolta, il premier Giuseppe Conte lo ha davvero mandato fuori dai gangheri, per usare un’espressione un po’ demodè ma efficace. Tanto che oggi – all’ennesima faq, all’ennesima spiegazione di decreto, all’ennesimo contorsionismo verbal-burocratico su cosa gli italiani potranno e non potranno fare dal 4 maggio – è esploso.

A modo suo, naturalmente.

Ovvero con una lunga lettera-sfogo con cui le canta davvero al presidente del Consiglio. Alleghiamo integralmente lo scritto diretto al premier, perché aggiungere altro è oggettivamente impresa ardua.

Gentile Presidente Conte, lei che è il primo ufficiale di governo della Repubblica Italiana.

Lei che presiede un governo debole, scontato e produce decreti pavidi, contraddittori e con buchi di norma non più accettabili.

Lei che evidentemente non è in grado di reggere pressioni e conflitti di potere tra centro e periferia.

Lei che lascia i sindaci in prima linea abbandonati a loro stessi (sindaci mi raccomando sempre muti e coperti).

Lei che con grande dose di ipocrisia lascia che si cambi un decreto con le FAQ senza in realtà cambiarlo formalmente.

Lei che avulso da ogni realtà politica, industriale, economica e di relazioni internazionali: vada a casa.

Anzi firmi qualunque contratto di consulenza e se ne vada dall’Italia.

Perché, io, sindaco di campagna, figure da pagliaccio per lei (minuscolo) non ne faccio più.

Perché vede da questa sera invito tutti a chiamare direttamente lei, il prefetto, le forze dell’ordine, il prete, il vescovo e persino qualche cardinale, ma non il Sindaco e non il Comune di Casnate con Bernate.

Andrà tutto bene ? certamente meglio senza lei prof. Conte.

Fabio Bulgheroni

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