Dal 1° ottobre 2026, la Lombardia si conferma l’unica regione del Bacino padano a far scattare le restrizioni per la circolazione dei veicoli diesel Euro 5. Un provvedimento che impatta oltre 443mila automobili, mentre Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto hanno scelto di sospendere lo stop introducendo misure ambientali compensative.
Dove scatta il divieto e quali città sono coinvolte
Le limitazioni non riguarderanno l’intero territorio regionale, ma si concentreranno nei comuni con più di 100.000 abitanti dotati di un’adeguata rete di trasporto pubblico:
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Città con blocco attivo: Milano, Brescia, Bergamo e Monza.
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Aree escluse: Restano fuori dai divieti le zone vicine al confine con la Svizzera, tra cui Como e Varese.
Giorni e orari del fermo:
Il blocco sarà valido dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30 (festivi infrasettimanali esclusi). A differenza di altre regioni, in Lombardia il divieto vale per tutto l’anno e non solo durante la stagione invernale.
La tabella di marcia del blocco (2026 – 2028)
L’introduzione delle limitazioni seguirà un calendario progressivo a seconda della tipologia di veicolo:
| Data di decorrenza | Categorie di veicoli colpite |
| 1° ottobre 2026 | Autovetture private (categoria M1) |
| 1° ottobre 2027 | Veicoli commercial leggeri e trasporto persone (M2, N1, N2) |
| 1° ottobre 2028 | Tutte le restanti categorie (compresi i mezzi pesanti N3 e M3) |
Come verificare se la tua auto è bloccata e cosa si rischia
I veicoli a rischio sono principalmente quelli immatricolati tra il 2011 e il 2015. Tuttavia, il dato dell’anno non basta: la conferma definitiva dipende dalla dicitura riportata sulla carta di circolazione.
Per verificare la classe ambientale del proprio mezzo è possibile:
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Consultare la voce V.9 del libretto di circolazione.
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Inserire la targata direttamente sul Portale dell’Automobilista.
Attenzione alle sanzioni: Chi circola violando le restrizioni rischia una multa da 168 a 679 euro. In caso di recidiva nel biennio, scatta anche la sospensione della patente da 15 a 30 giorni.
Scontro politico: Salvini attacca il provvedimento
La decisione lombarda ha riacceso le polemiche all’interno del Governo. Il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, si è schierato contro lo stop nei centri urbani:
“Come ministro dei Trasporti ho chiesto la proroga perché danneggiare chi non si può permettere di comprare l’auto o il furgone nuovo non mi sembra intelligente”.
Secondo il leader della Lega, la misura rischia di “lasciare a piedi oltre 500mila cittadini” che utilizzano quotidianamente il mezzo privato per motivi di lavoro e famiglia senza avere le risorse economiche per sostituirlo.
