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In Lombardia un ristorante è nella bufera perché non accetta più bambini: “E ce ne vantiamo”

Un video sui social, l’annuncio di un ambiente romantico e con luci soffuse, ed è subito polemica. L’Hosteria 2.0 di Lesmo, un piccolo ristorante situato nel cuore della Brianza, è finita al centro di una bufera mediatica dopo aver dichiarato ufficialmente di essere un locale “child free”.

La scelta del ristoratore ha spaccato l’opinione pubblica tra chi rivendica il diritto al relax durante la cena e chi accusa la struttura di discriminare le famiglie.

La svolta “child free” all’Hosteria 2.0 di Lesmo

La decisione di trasformare il locale — che conta appena 26 posti a sedere — nel primo ristorante per soli adulti della zona è maturata a seguito di uno screzio avvenuto in sala a causa di un bambino, episodio culminato in una recensione negativa.

Nonostante molti clienti presenti avessero preso le difese della struttura, il gestore ha preso la decisione radicale di riposizionare il proprio brand. Un’iniziativa che in realtà rispecchia una tendenza già diffusa in diverse altre città d’Italia, dove l’assenza di minori viene proposta come garanzia di tranquillità per i commensali.

Per concretizzare questa politica, il locale ha introdotto cambiamenti netti: “child free” e “vietare” sono le parole chiave che definiscono ora l’esperienza proposta.

Il cambio di format: eliminati seggioloni e menù baby

Il proprietario ha spiegato le ragioni del cambio di rotta direttamente sui profili social del locale:

“Vogliamo diventare il primo ristornate ‘child free’ della Brianza e ce ne vantiamo. Il nostro ristorante non è adatto alle famiglie: abbiamo tolto seggiolini e menù baby per permettere ai clienti di mangiare in totale tranquillità il nostro risotto acquarello e le migliori carni del mondo”.

La pubblicazione ha generato una reazione virale immediata. Accanto ai messaggi di apprezzamento — giunti persino da genitori desiderosi di ritagliarsi una serata di coppia in totale silenzio — si sono scatenate durissime critiche. Numerosi utenti hanno sottolineato come l’esuberanza dei più piccoli dipenda dalla gestione dei genitori, mentre altri sono arrivati ad attacchi diretti accusando l’attività di “non apprezzare” i bambini.

La replica del gestore: “Noi non odiamo i bambini e le famiglie”

Di fronte all’ondata di commenti e polemiche, la direzione del ristorante è intervenuta per chiarire la propria posizione e smorzare i toni del dibattito:

“Non odiamo i bambini, non abbiamo nulla contro le famiglie e non stiamo invitando nessuno ad averne. Hostaria 2.0 è un ristorante di appena 26 posti, con una proposta gastronomica e un tipo di servizio pensati per un’esperienza adulta e tranquilla. Non abbiamo seggioloni, menù bambini, spazi gioco o servizi dedicati ai più piccoli. Per questo abbiamo scelto di rivolgerci a una clientela adulta e di comunicarlo chiaramente prima della prenotazione, anziché creare situazioni spiacevoli una volta che una famiglia è già arrivata al ristorante. È una scelta che può piacere oppure no, e il confronto è assolutamente benvenuto. Ma trasformare una scelta di posizionamento del nostro ristorante in ‘odio verso i bambini e le famiglie’ significa attribuirci qualcosa che non abbiamo mai detto né pensato”.

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