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Caldo torrido e poca acqua, nel Comasco prime ordinanze: “Stop a piscine e irrigazione giardini”

L’ondata di calore torrido inizia a mostrare i primi pesanti effetti sulla provincia di Como, costringendo le amministrazioni locali a correre ai ripari per preservare le risorse idriche. A partire da oggi, venerdì 26 giugno 2026, scattano le prime restrizioni ufficiali sul consumo d’acqua potabile nel territorio: il primo comune a muoversi in questa direzione è Villa Guardia.

L’amministrazione comunale ha infatti annunciato ai cittadini “che a causa delle scarse precipitazioni e al perdurare dell’ondata di caldo che sta colpendo la nostra zona, è stata emessa ordinanza per limitare il consumo di acqua potabile e contenere gli sprechi”. Il provvedimento si è reso indispensabile a causa delle scarse precipitazioni degli ultimi mesi e del prolungato perdurare del caldo estremo che sta colpendo la zona, con l’obiettivo prioritario di limitare gli sprechi e garantire i servizi essenziali.

Emergenza acqua potabile: le date del blocco a Villa Guardia

La misura straordinaria non sarà temporanea ma coprirà l’intero periodo estivo. Il divieto di utilizzo dell’acqua degli acquedotti comunali resterà in vigore dal 26 giugno 2026 fino al 31 agosto 2026, estendendosi su tutte le 24 ore (dalle 00:00 alle 24:00).

La restrizione impone lo stop assoluto per tutti gli usi diversi da quelli domestici, igienico-sanitari e dalle attività lavorative regolari. Sono vietate tutte le attività non considerate di primaria necessità per la collettività.

Cosa è vietato fare: l’elenco delle attività proibite

Nel dettaglio, il comune di Villa Guardia ha specificato i contesti in cui è tassativamente vietato impiegare l’acqua potabile:

  • Irrigazione di giardini privati, prati e superfici a verde.

  • Riempimento di piscine private e alimentazione di fontane ornamentali.

  • Lavaggio privato di autovetture, motocicli e altri veicoli.

  • Pulizia e lavaggio di cortili, piazzali esterni e percorsi pedonali privati.

  • Riempimento di vasche di accumulo che non siano strettamente collegate a cicli produttivi industriali o artigianali.

  • Esercitazioni e prove di impianti antincendio che prevedano l’uso di acqua potabile, a meno che non siano strettamente necessarie per gestire un’emergenza in corso.

  • Qualsiasi altro uso improprio o comportamento che comporti uno spreco evidente della risorsa idrica.

Controlli e sanzioni: multe fino a 500 euro

Il rispetto dell’ordinanza sarà monitorato attentamente dalle autorità locali. Per i trasgressori che non si adegueranno alle nuove disposizioni sul risparmio idrico sono previste sanzioni pecuniarie severe.

L’ordinanza prevede infatti l’applicazione di una multa amministrativa che va da un minimo di 25,00 euro fino a un massimo di 500,00 euro per ogni violazione accertata.

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