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“Io disabile esclusa dal centro storico, lo stop alle bici colpisce anche il mio permesso auto. Ecco perché”.

La contestatissima rivoluzione in centro storico con il divieto di utilizzo delle biciclette in numerose vie, e l’ampliamento delle APU, oltre a far rivoltare i ciclisti – sabato 12 settembre l’attesa manifestazione – ha causato anche notevoli disagi a chi ha una disabilità e necessità di poter raggiungere in auto alcuni dei luoghi interdetti dentro le mura.

È il caso di Marina Fasola che (dopo la lettera inviata a ComoZero da Mariachiara Ghezzi) ben spiega il disagio e l’amarezza di chi si trova a dover affrontare questa sgradita novità. Ecco il suo racconto.

“Ho letto lo sfogo della vostra lettrice e non ho potuto fare a meno di raccontare la mia situazione. Chi ha difficoltà motorie ma si muove in autonomia con l’auto, necessita di avvicinarsi il più possibile al luogo di destinazione con il proprio veicolo. Non è un vezzo, è la differenza tra autonomia e dipendenza e l’aver sempre bisogno di qualcuno – dice Marina – Con l’ampliamento delle APU molte vie e piazze non sono più raggiungibili: ci viene così impossibile raggiungere luoghi di culto come la Basilica di San Fedele o il Duomo così come i vari negozi. Anche a me piace andare al Tiger o in piazza Perretta a sentire un concerto, senza dover necessitare di qualcuno che mi accompagni e spinga una carrozzina”, racconta.

E dopo il più che comprensibile sfogo analizza anche gli aspetti prettamente tecnici della situazione che si trova a dover vivere.

“Chi ha una disabilità motoria come me ha il CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo), il classico tagliando per poter parcheggiare che vale in determinati casi anche per poter raggiungere punti altrimenti interdetti. Si tratta di un certificato europeo, valido in tutto il continente, più volte pubblicizzato dalla ministra Locatelli. Tagliando che, anche in Italia, si conformerà in toto a quello europeo entro il 2207. Inoltre esistono anche delle sentenze della Cassazione in cui si chiarisce che se nelle APU viene consentito l’accesso a veicoli di servizio come, ad esempio, quelli per la raccolta dei rifiuti, tale diritto si estende anche a chi ha il CUDE. Fatto che non è forse stato recepito o non lo si sapeva in Comune dove noi siamo stati equiparati ai ciclisti” (questione sottolineata ieri dal Pd).

Da qui dunque “la mia indignazione. Sto cercando di informare più persone possibile e le stesse associazioni disabili che nulla ne sapevano e ora si stanno preoccupando. Si tratta di un’ingiustizia totale. Una delle poche voci che si sono fatte sentire è stata quella di Vittorio Nessi che ha affrontato il tema in consiglio. Comunque sarò presente anche io sabato alla manifestazione”, ci saluta Marina.

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