L’ondata di violenze e saccheggi che si è abbattuta sul settore della grande distribuzione e del commercio al dettaglio in Francia e in Italia durante lo scorso fine settimana presenta un conto da capogiro.
Francia, retail devastato: stimati danni per centinaia di milioni di euro
Secondo i dati ufficiali rilasciati dalla Federazione francese del commercio e della distribuzione (FCD), la stima provvisoria dei danni al settore retail ammonta a diverse centinaia di milioni di euro. Complessivamente, le violenze hanno colpito oltre 1.500 attività commerciali su tutto il territorio nazionale.
A Parigi, il cuore dei disordini si è concentrato inizialmente nella zona di Place de la République, dove gruppi di dimostranti hanno sfondato le vetrine e fatto irruzione in diversi punti vendita delle catene Monoprix, Carrefour City, Franprix e Picard. Le violenze si sono poi estese rapidamente ad altre importanti città francesi, tra cui Lille, Bordeaux, Rennes, Strasburgo, Rouen, Nantes, Marsiglia e Tolosa.
Carrefour paga il prezzo più alto: 50 punti vendita colpiti e 10 milioni di danni
Il bilancio più pesante per quanto riguarda i singoli gruppi della GDO spetta a Carrefour. Attraverso una nota diffusa sui propri canali ufficiali, l’amministratore delegato Alexandre Bompard ha tracciato il quadro della situazione:
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50 punti vendita coinvolti in totale a livello nazionale;
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19 tra minimarket e supermercati devastati e saccheggiati (nelle aree di Parigi, Rennes, Lille e Bordeaux);
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Costi di ripristino stimati superiori ai 10 milioni di euro.
Bompard, che ha visitato personalmente i negozi devastati incontrando i lavoratori sotto shock, ha espresso profonda preoccupazione per l’impatto sull’occupazione locale. Molti punti vendita rimarranno chiusi a lungo, costringendo alla sospensione dal lavoro per decine di dipendenti delle attività in franchising. Il numero uno del gruppo ha chiesto alle istituzioni procedure accelerate per gli indennizzi, analoghe a quelle applicate in caso di calamità naturali.
La rabbia delle insegne: “Dietro le vetrine ci sono persone, non è protesta”
Fortissime le reazioni da parte dei vertici delle altre principali catene distributive francesi:
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Thierry Cotillard (Presidente Les Mousquetaires / Intermarché): “Sono profondamente arrabbiato. Quello che abbiamo vissuto è inaccettabile. Il diritto di manifestare è fondamentale, ma non dà il diritto di distruggere tutto. Dietro le vetrine infrante ci sono donne, uomini e famiglie che lavorano. Chi lavora onestamente non può diventare vittima collaterale della rabbia altrui.”
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Dominique Schelcher (AD Coopérative U): Ha messo in guardia dal rischio concreto di una pericolosa “normalizzazione della violenza”, chiedendo un intervento forte delle autorità.
Di fronte alla crisi, il Conseil du Commerce de France (CDCF) ha sollecitato l’attivazione urgente di un’unità interministeriale per la sicurezza delle imprese. È stato quindi convocato un tavolo d’emergenza a Bercy tra il ministro del Commercio Serge Papin, le federazioni di categoria, i rappresentanti dei lavoratori, le banche e le compagnie assicurative.
I disordini contagiano l’Italia: assalto e saccheggi a Milano
La tensione e i disordini non sono rimasti isolati entro i confini francesi. Cortei e manifestazioni si sono registrati anche in Italia, in particolare nelle città di Bologna, Torino e Milano.
Nel capoluogo lombardo la situazione è precipitata nella giornata di domenica: dopo che centinaia di manifestanti si sono radunati in Piazza Duomo, il corteo si è spostato lungo via Torino, dove sono state danneggiate vetrine, arredi urbani, pensiline e dehors dei locali.
L’episodio più grave ha riguardato un supermercato Carrefour del centro cittadino: le vetrine sono state infrante con la forza e decine di persone sono irrotte all’interno. Il punto vendita è stato completamente devastato e saccheggiato, con bottiglie e generi alimentari asportati dagli scaffali e scagliati in strada nel corso degli scontri.
