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Lago di Como, stop a tuffi pericolosissimi dal ponte e dai tetti a Nesso: c’è l’ordinanza e si rischiano multe salatissime

Dopo le innumerevoli segnalazioni dei residenti e il tavolo di lavoro tra amministrazione comunale e forze dell’ordine di cui avevamo raccontato qualche giorno fa (qui la cronaca completa), ora arriva l’ordinanza comunale di “Divieto temporaneo di tuffi, salti e lanci in acqua dal Ponte della Civera, dal Ponte di Riva di Castello e dai relativi parapetti, spallette, muri, manufatti e pertinenze”.

Pubblicata ieri sul sito del Comune, l’ordinanza urgente sarà valida, salvo proroghe, fino al 20 settembre 2026 ed è il primo passo ufficiale, controlli sul territorio a parte, che l’amministrazione prova a mettere in campo quest’anno per contrastare l’ormai diffusissima moda di tuffarsi dai ponti del paese, ma anche dai tetti delle case adiacenti, con gravi rischi per la propria incolumità, ma anche con il rischio di danneggiare quelli che a tutti gli effetti sono manufatti storici.

“Rilevato che sono state segnalate condotte consistenti in tuffi, salti e lanci in acqua dal Ponte della Civera, dal ponte di Riva di Castello, dai parapetti, dalle spallette, dai muri, dagli edifici, dai manufatti e da ulteriori punti sopraelevati prossimi allo specchio acqueo, anche da tetti di abitazioni private […] Considerato che la situazione descritta, per concentrazione di persone, ripetitività delle condotte, difficoltà di controllo continuo, conformazione dei luoghi e possibile interferenza con la navigazione o con la presenza di bagnanti, integra una situazione di pericolo attuale e concreto non adeguatamente fronteggiabile con i soli ordinari strumenti informativi o con la mera apposizione di cartelli – si legge infatti nell’ordinanza – nel periodo di efficacia della presente ordinanza è vietato effettuare tuffi, salti, lanci, acrobazie, arrampicate finalizzate al tuffo o altre condotte analoghe: dal Ponte della Civera; dal ponte di Riva di Castello; dai parapetti, dalle spallette, dai muri, dalle ringhiere, dagli edifici, dai tetti, dai manufatti, dalle pertinenze e dalle strutture prossime ai ponti sopra indicati; da ogni ulteriore punto sopraelevato dell’area interessata che consenta il lancio verso lo specchio acqueo sottostante o adiacente”.

Il divieto, però, tocca non solo a chi concretamente decide di lanciarsi in acqua da ponti, muretti e tetti, ma si estende anche a chi sosta e si siede sugli stessi, crea assembramenti e intralcio al passaggio, istiga a tuffarsi o promuove i tuffi (il riferimento pare essere a chi, nei tour in barca sul lago, propone appositamente una sosta a Nesso per provare l’ebbrezza di un tuffo nel lago dalla Civera).

La sanzione, per chi non rispettasse il divieto, va dai 25 ai 500 euro, fatte salve ulteriori norme penali, amministrative e di pubblica sicurezza.

Un passo avanti che, sicuramente, risponde in parte alle richieste avanzate dai residenti (le trovate qui), ma che lascia aperto l’interrogativo sul perché, dopo anni in cui i tuffi proibiti sono all’ordine del giorno, si è arrivati quasi a metà luglio per ufficializzare un divieto che dovrebbe essere quasi scontato.

Intanto chi vive qui prova a ironizzare immaginandosi un futuro, neanche troppo distopico, in cui il Ponte della Civera diventerà un vero e proprio lido con fenicotteri gonfiabili e un bar galleggiante a distribuire cocktail e gelati, come nell’immagine – ovviamente generata con l’IA – pubblicata da un membro del gruppo sulla pagina “Sei di Nesso se”.

Qui il documento ufficiale

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