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Le mura della casa di Alessandro Volta tornano a splendere: il dono dell’ex assessore Bonduri e del marito in vista del Bicentenario

Le mura medievali di viale Varese tornano a splendere, almeno per un piccolo tratto, per omaggiare il ricordo di Alessandro Volta in vista delle celebrazioni per il bicentenario della morte, nel 2027.

Questa è l’iniziativa che vede protagonisti l’ex assessore e avvocato Alessandra Bonduri e il marito Stefano Croci, un vero e proprio regalo alla città in un angolo fin troppo dimenticato, benché frequentatissimo da comaschi e turisti.

“Su questo tratto di mura si affaccia il giardino pensile della casa natale di Alessandro Volta (il cui ingresso è, appunto, in via Volta 62 Ndr) dove ha sede lo studio legale di mia mamma, Micaela Bianchi, di cui faccio parte anch’io – racconta Bonduri – tutto è nato casualmente, dalla necessità di abbattere, purtroppo, un vecchio pino ammalorato da un fulmine che, in base alla relazione di un agronomo, era a rischio di causare danni. Un intervento importante per il quale era necessario lavorare dall’esterno chiedendo un’occupazione del suolo pubblico e facendo intervenire una ditta specializzata, la G.M.T Piante e Giardini di Erba, con mezzi adeguati, che ci ha fornito l’occasione per decidere di fare un passo in più, qualcosa di bello per ridare dignità alla casa di Volta anche verso Viale Varese, ripulendo il tratto di mura sotto il giardino da tutte le erbacce e le piante che erano cresciute tra le pietre nel tempo”.

Così ora, quel tratto di mura è tornato visibile nella sua totalità e bellezza mettendo però ancor più in risalto, questo è il rovescio della medaglia, le condizioni in cui versa la cinta muraria nel suo complesso e la necessità di prendersi cura di tutto il verde di questa zona della città.

Alessandro Volta

“Viaggio spesso all’estero per lavoro e mi capita di notare che, fuori dall’Italia, sono capaci di trasformare un sasso in un monumento mentre noi, in un certo senso, siamo quasi autolesionisti con il patrimonio che abbiamo e per questo, quando abbiamo dovuto prendere la decisione di abbattere il pino, abbiamo pensato che fosse doveroso restituire, in un certo senso, qualcosa alla città – aggiunge il marito – il restauro delle mura non è di competenza dei proprietari dei giardini pensili soprastanti, ragione per la quale d’accordo anche con gli altri proprietari, la famiglia Acone
e l’avvocato Monti che hanno subito accolto con grande entusiasmo la nostra idea, ci siamo limitati a ripulire questo tratto dalle erbacce e dalle piante che, per la maggior parte, provenivano
dal nostro terreno”.

“Speriamo che questo gesto possa essere di buon auspicio per una maggior attenzione alla cura del verde e dei monumenti della città come queste mura, dove oltre ai comaschi passano ogni giorno moltissimi turisti – concludono – una zona che sicuramente, al di là del ricordo di Volta, merita di avere maggiore dignità”.

Per completezza di informazione, vale la pena ricordare che a gennaio 2023 il Comune ha affidato ala ditta milanese Anna Lucchini Restauri, per un importo complessivo di 179 mila euro, la manutenzione straordinaria e il consolidamento delle mura nel tratto di via Balestra e della Torre San Vitale dalla quale, nel 2021, si era staccato un sasso. Analogo incidente era poi avvenuto, un anno dopo, a Porta Torre con la caduta di un altro sasso mentre la Torre Gattoni è ormai stabilmente recintata (qui la cronaca).

I lavori relativi alle mura su via Balestra si sono poi conclusi ad agosto 2023 mentre più nulla si sa circa le sorti delle torri, ancora transennate.

Un cantiere quasi “maledetto”, che affonda le sue radici ancora nel 2010, quando l’amministrazione Bruni ottenne da Fondazione Cariplo un finanziamento per avviare una serie di rilievi e studi per verificare le condizioni delle mura cittadine. Progetto mai avviato dagli uffici comunali, tanto che nel 2017 la Fondazione Cariplo ha deciso di revocare il finanziamento da 200 mila euro.

“Che bello prendersi cura delle proprie mura. Sono terminati i lavori di manutenzione straordinaria delle mura medievali di via Balestra. Quelle mura ora sono sane e le potremo far godere anche alle future generazioni di comaschi. La partita però è solo all’inizio: un passo alla volta vogliamo curare tutte le nostre mura, torri incluse. Avanti tutta”, era stato il commento affidato al suo profilo Facebook dal sindaco Alessandro Rapinese dopo la conclusione del cantiere di via Balestra. Ma ad oggi, purtroppo, piccoli spiragli di luce come quello regalato da Alessandra Bonduri e da suo marito Stefano, la “maledizione” del cantiere delle mura prosegue.

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