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Ambiente , Politica

“Il piano scuole di Rapinese è il solito logorante ‘fare e disfare’ calato dall’alto”

Nelle scorse ore abbiamo anticipato il nuovo piano di ridimensionamento delle scuole voluto dall’amministrazione Rapinese con questi due articoli:

1- Scuole a Como, ecco il piano del Comune: accorpamenti, chiusure (ancora Carluccio e Sinigaglia) e un clamoroso dietrofront 
2- Como, il Comune vuole dimezzare gli Istituti Comprensivi. Lettera dalla scuola: “Gravi conseguenze e criticità. Qui l’eccellenza” 

Ora arrivano i primi commenti politici. Ecco il Partito Democratico:

Per il terzo anno consecutivo l’amministrazione Rapinese intende approvare un piano di dimensionamento scolastico. Questa volta è previsto, non solo l’accorpamento degli Istituti Comprensivi della città, ma nuovamente la soppressione della scuola dell’infanzia di Via Volta e della scuola primaria di Via Sinigaglia, oltre la soppressione della scuola dell’infanzia di Monte Olimpino.
Questo modo di procedere è l’ennesima conferma della mancanza di una visione di prospettiva di lungo periodo da parte dell’amministrazione comunale su un tema così importante per la città, ed in particolare per le famiglie. Ancora una volta assistiamo al solito, logorante “fare e disfare” di un’amministrazione che, per l’ennesima volta, pretende di cambiare le carte in tavola smantellando quanto fatto prima e ripartendo da zero.
E’ un piano calato dall’alto, elaborato senza il minimo confronto con gli istituti coinvolti; confronto al quale il sindaco si conferma, ancora una volta, non disponibile.
È proprio da questo rifiuto categorico del dialogo che scaturiscono decisioni sbagliate, frettolose e scellerate che hanno come unico risultato quello di generare caos e gettare nell’angoscia e nell’incertezza le famiglie, i docenti e tutto il personale scolastico.
Come PD cittadino non possiamo quindi che esprimere la più totale contrarietà a questo provvedimento e alle chiusure previste che trasferiremo a tutti i livelli del nostro partito per lavorare insieme e dare battaglia. Crediamo fortemente che la scuola debba essere posta al centro delle politiche amministrative, ma qualsiasi ipotesi di riorganizzazione strutturale deve nascere da un tavolo di confronto serio e partecipato con tutte le componenti del sistema educativo: genitori, insegnanti, dirigenza scolastica e sindacati. Spetta poi all’amministrazione decidere, ma solo da decisioni condivise nascano le soluzioni migliori per la comunità.
Questo è l’unico metodo che riteniamo possibile e che sarà il nostro dal 2027, dopo le elezioni comunali. Lo dobbiamo ai cittadini e alle cittadine di Como che hanno il diritto di pretendere servizi pubblici all’altezza. Vogliamo che la scuola torni a essere la “prima casa” di ogni quartiere: un fulcro sociale e culturale vivo, capace di fare rete con le associazioni e le realtà del territorio perché il futuro non può essere fatto solo di rassegnazione e tagli, ma di contrasto attivo alla denatalità. Dobbiamo investire sui servizi educativi per rilanciare l’idea di una Como per tanti, accogliente ed aperta, e non di una Como per pochi, come sta tristemente dimostrando di volere l’attuale amministrazione.
Daniele Valsecchi, Stefano Legnani e Francesco Finizio

 

 

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