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Medici no vax radiati, in commissione passa il reintegro. Gli Ordini lombardi: “Fermamente contrari”

Fermissimo intervento degli ordini dei medici lombardi dopo l’approvazione in Commissione Affari Sociali della Camera dell’emendamento alla legge delega di riforma delle professioni sanitarie che prevede la possibilità di reiscrizione all’albo professionale per i medici no vax radiati, ovviamente si parla di pandemia covid.

Ecco quanto si legge in una nota:

La FROMCeO Lombardia, Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Lombardia, esprime profonda preoccupazione e manifesta la propria ferma contrarietà all’approvazione, da parte della Commissione Affari Sociali della Camera, dell’emendamento a prima firma dell’On. Alice Buonguerrieri nell’ambito dell’esame della Legge delega di riforma delle professioni sanitarie. La norma introduce infatti la possibilità di richiedere la reiscrizione agli Albi professionali per sanitari radiati in relazione a vicende connesse alla pandemia da Covid-19.

La Federazione regionale lombarda condivide pienamente la posizione già espressa dalla FNOMCeO, ribadendo come l’autonomia disciplinare degli Ordini professionali costituisce una garanzia imprescindibile per la tutela della salute pubblica, per la qualità dell’esercizio professionale e per la credibilità della professione medica e odontoiatrica.

Le decisioni adottate dagli Ordini nell’ambito delle proprie competenze disciplinari rappresentano infatti uno strumento essenziale di tutela dei cittadini e non possono essere svuotate di significato da interventi legislativi che ne mettano in discussione l’autorevolezza e l’indipendenza. Per la Lombardia, questa vicenda assume un valore particolarmente significativo. La nostra Regione è stata il primo e più drammatico epicentro italiano della pandemia. Nei momenti più duri dell’emergenza sanitaria, gli Ordini provinciali hanno condiviso quotidianamente con i propri iscritti il peso di una tragedia senza precedenti, sostenendo medici e odontoiatri impegnati a garantire cure e assistenza in condizioni estremamente difficili, spesso in un contesto caratterizzato da incertezza e continua evoluzione delle conoscenze, ma sempre guidati dal rigore scientifico, dalla responsabilità professionale e dai principi della deontologia.

Abbiamo visto migliaia di professionisti affrontare turni estenuanti, rinunciare alla vicinanza dei propri affetti e mettere a rischio la propria salute per assicurare risposte tempestive ai bisogni dei cittadini. Molti si sono ammalati. Troppi hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere. Il sacrificio di questi colleghi rappresenta una parte fondamentale della memoria collettiva della professione e richiama tutti a un dovere di rispetto, responsabilità e coerenza istituzionale.

Per queste ragioni, la FROMCeO Lombardia ritiene che qualsiasi intervento normativo che possa essere interpretato come una delegittimazione delle scelte disciplinari assunte dagli Ordini professionali rischi di indebolire il valore della deontologia medica, di compromettere il principio di responsabilità professionale e di incrinare quel rapporto di fiducia tra cittadini e professionisti sanitari che costituisce il fondamento stesso del sistema di cura.

La FROMCeO Lombardia rivolge pertanto un appello al Parlamento affinché, nel prosieguo dell’iter legislativo, venga svolta una attenta e approfondita riflessione sul contenuto della norma, salvaguardando il ruolo degli Ordini professionali quali enti sussidiari dello Stato, il valore della FEDERAZIONE REGIONALE DEGLI ORDINI DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI DELLA LOMBARDIA deontologia medica e odontoiatrica e il principio secondo cui l’esercizio delle professioni sanitarie deve continuare a fondarsi sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, nell’esclusivo interesse della salute dei cittadini e dell’intera comunità.

Dott. Gianluigi Spata Presidente FROMCeO Lombardia

Dott. Andrea Morandi, Presidente Componente Odontoiatrica FROMCeO Lombardia

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