Sul caso dei minori stranieri non accompagnati a Como, nello specifico quelli che nel corso dell’ultima settimana hanno sostato intere giornate fuori dalla questura dapprima ospitati da don Giusto e poi dalla Cri di Lipomo, il sindaco di Como, Alessandro Rapinese ha dato fuoco alle polveri con le frasi pronunciate a Etv: “A Como non c’è casino e mi spiacerebbe che quello che si crea venisse indotto. Perché non capisco l’esigenza, se dormivano in un posto, di portare questi ragazzini in mostra davanti alla questura per poi riportali a dormire. Non penso fosse un bed and breakfast dove stavano” (qui il discorso integrale). Dopo le prime repliche (le trovate qui) arriva l’intervento congiunto dei gruppi consiliari del Pd e di Svolta Civica:
Abbiamo letto sui giornali quanto affermato dal sindaco sul tema dei minori non accompagnati, che riteniamo estremamente grave. E’ necessario, pertanto, a fare chiarezza su alcuni punti. Per prima cosa, che lo voglia o no, il responsabile dei minori non accompagnati è il Sindaco. E’ lui, insieme all’ assessore di competenza e alla struttura comunale, a doverli prendere in carico quando arrivano in città, senza liquidarli a un dormitorio, alla Croce Rossa di Lipomo (che ringraziamo) insieme agli adulti, dove non dovrebbero stare, oppure lasciando che siano volontari e parrocchie a prendersi cura di loro.
C’è poi da fare una doverosa distinzione tra pronta accoglienza e accoglienza nelle comunità. Nella fase della pronta accoglienza, secondo il bando comunale, i posti dovevano essere 24 ma, nel concreto, sono solamente 16, 8 per struttura anche se realtà che si occupano della pronta accoglienza si sono rese disponibili ad aumentare questi numeri.
Il Comune formalmente dice che non si possono superare gli 8 posti, ma nella realtà dei fatti don Giusto accoglie molti più minori di quello previsto. In sintesi il ragionamento del Comune è questo: se devo pagare, non si possono accogliere più di 8 minori, se non devo pagare, si può arrivare anche a 30.
Il Governo rimborsa al Comune dai 60 ai 100 euro al giorno per ogni ragazzo; l’aumento dei posti avrebbe un impatto minimo, sul bilancio comunale.
I minori ospitati in pronta accoglienza devono essere accolti entro un breve periodo in una comunità; e, per la quasi totalità dei casi, le comunità scelte sono collocate in città molto lontane da Como, come per esempio Napoli, Teramo.
Questi 300 minori di cui parla il sindaco, quindi, NON sono fisicamente sul territorio comasco.
Un’altra omissione nelle affermazioni del Sindaco: i 13 minori in attesa di presa in carico di fronte alla Questura (che ringraziamo, insieme al prefetto e ai volontari per il lavoro svolto) non è stato un episodio isolato, ma una costante degli ultimi mesi. Quasi ogni giorno arrivano due o tre ragazzi. Quindi le frasi del sindaco risultano ancora più gravi, in quanto dimostra di non conoscere la realtà della città. E l’assessore Roperto, che dovrebbe occuparsi di queste tematiche, non la conosce o fa finta di nulla?
Gravissima è anche l’accusa del Sindaco secondo il quale vi sarebbe qualcuno che porta i ragazzi in mostra davanti alla Questura. Al posto di ringraziare i volontari, che sono persone che dedicano il loro tempo agli altri, e non sono finti volontari, come sostiene il Sindaco, si lancia un’accusa di strumentalizzazione dei minori, dimenticando che quei ragazzi erano lì in attesa di conoscere se il Comune, come prevede la legge, se ne sarebbe fatto carico.