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In agonia lo storico marchio lombardo di moto: produzione ferma e contratti di solidarietà per i dipendenti

Produzione ferma da aprile, maestranze in contratto di solidarietà prorogato fino alla fine dell’anno, una ricapitalizzazione da 35 milioni di euro promessa entro il termine di giugno ma mai avvenuta e una trattativa top secret per cedere la proprietà a un fondo d’investimento.

La storica casa motociclistica MV Agusta “è in agonia”, per usare le parole che descrivono la forte preoccupazione di Fabio Dell’Angelo, segretario generale della Uil di Varese: “Fanno un prodotto che ha ancora mercato, ma l’azienda non ha i fondi per mandare avanti l’attività”.

La “resistenza” di MV Agusta

La situazione sul campo è critica. Non c’è liquidità nelle casse societarie e l’azienda non è in grado di far fronte ai pagamenti verso i fornitori, annunciano i sindacati.

La fabbrica vive una surreale quotidianità: se dalle linee produttive non escono moto nuove, negli uffici gli impiegati lavorano alacremente  preservando i contatti con i fornitori rimasti e con i concessionari.

Dal ritorno di fiamma dei Sardarov all’ombra del fallimento

Sulla vicenda pesa l’operato di Art of Mobility S.A., la società lussemburghese controllata dalla famiglia di Timur Sardarov, che tra il 2024 e il 2025 era riuscita a riprendere il totale controllo di MV Agusta in seguito all’implosione del Gruppo Ktm, a cui l’azienda era stata ceduta nei primi mesi del 2024. Tornata a correre in autonomia, la casa di Varese sembrava lanciata verso nuove vette, suggellate dalla promessa fatta da Sardarov nel gennaio 2025 di voler essere una forza vitale per l’impresa, per il territorio e per tutti i partner commerciali.

Tuttavia, la favola si è interrotta bruscamente dopo appena un anno.  Nel frattempo, le mosse legali e finanziarie si susseguono: già ad agosto la società ha avviato la composizione negoziata della crisi per mettersi al riparo dalle pretese dei creditori, in particolare Ktm e i fornitori. Il passaggio cruciale è calendarizzato per il 25 novembre, data in cui è fissata l’udienza presso il Tribunale di Varese per la conferma, la revoca o la modifica delle misure protettive.

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