Nell’ormai perenne dibattito sull’overtourism e su come l’impennata, sempre più incontrollabile del numero di turisti in arrivo in città, stia compromettendo la qualità della vita, si inserisce l’analisi degli albergatori ticinesi.
Lugano e i territori a ridosso del confine stanno infatti già da tempo proponendo un turismo più sostenibile che inizia ad attrarre sempre più visitatori in fuga da Como.
E le più recenti rilevazioni statistiche elaborate dal settore alberghiero ticinese indicano una tendenza alla crescita rispetto al 2025. Angelo Trotta, direttore di Ticino Turismo, ha analizzato in un pezzo del Cdt l’andamento dei flussi sottolineando che le prenotazioni complessive registrate fino al mese di aprile mostrano un incremento superiore al 9,5% rispetto allo scorso anno. E tale vivacità è confermata anche per i mesi di maggio, giugno e luglio.
Tanto che l’intero comparto turistico ed economico potrebbe verosimilmente chiudere l’esercizio finanziario del 2026 “con una crescita vicina al 2%”. Pur rimanendo delle incertezze legate innanzitutto alla situazione geopolitica che potrebbero limitare gli spostamenti dei turisti.
Detto ciò, un tema centrale di discussione riguarda la complessa e dibattuta questione dell’overtourism che sta interessando il Lago di Como, e il potenziale beneficio indiretto in termini di flussi per il Ticino. “C’è una chiara tendenza da parte dei viaggiatori a fuggire da una destinazione caotica come Como e a ritrovare a Lugano servizi di eccellente qualità all’interno di uno scenario naturalistico molto simile”, ha detto Federico Haas, presidente di HotellerieSuisse Sottoceneri
Lettura pienamente condivisa anche da Sonja Frey, presidente di HotellerieSuisse Ticino, che osserva con altrettanta precisione che “Como inizia a essere davvero troppo piena e una parte consistente della clientela cerca attivamente luoghi meno affollati”.
Focalizzandosi sempre sul fenomeno dell’overtourism, Massimo Suter, presidente di GastroTicino è convinto che nonostante la forte e costante esposizione mediatica internazionale e la crescente popolarità registrata sulle principali piattaforme di social network, il Ticino non manifesta alcuna intenzione di replicarne il modello di sviluppo turistico comasco.
“Il Cantone ha adottato una strategia di sviluppo radicalmente diversa, orientata a un turismo nettamente più sostenibile e di assoluta qualità, posizionandosi lontano dalla logica del turismo mordi e fuggi”, dice al Cdt.