“Avrei dovuto convocare io l’assessore regionale Massimo Sertori e dirgli ehi Max, i parapetti devi metterli tu e alla stessa velocità con cui fai i lavori in Valtellina…“. Duri attacchi del sindaco di Como Alessandro Rapinese sia all’assessore regionale – valtellinese – che si è occupato del cantiere paratie sia, più in generale, a Regione Lombardia, sulla questione dei parapetti definitivi ancora mancanti sul nuovo lungolago.

Su quest’ultimo tema, in particolare, ieri sono approdate in consiglio comunale a Como due mozioni: una presentata dal consigliere di opposizione Vittorio Nessi (Svolta Civica) che chiedeva a sindaco e giunta di mettersi in contatto con la Regione, mettere da parte liti e tensioni e trovare una soluzione per dare finalmente parapetti definitivi a Como; e poi una seconda, discussa parallelamente ma votata poi separatamente, presentata dal consigliere Davide Bernasconi della lista Rapinese Sindaco in cui invece si chiedeva espressamente solo a Regione Lonbardia di “posare in tempi celeri i parapetti” come si è impegnata a fare sin dal 2016.
Al termine della seduta, questa mozione è stata approvata in blocco dai rapinesiani con 18 voti a fronte di due contrari (Lissi e Galli del Pd) e delle astensioni degli altri esponenti delle minoranze. Bocciata invece la mozione di Nessi (18 contrari, 11 favorevoli).
Come si accennava, Rapinese è stato piuttosto duro nei confronti di Regione Lombardia: “I parapetti del lungolago di Como sono da sempre inclusi nel progetto originario in capo alla Regione, ci sono già anche i fondi stanziati nel bilancio regionale, sono stati progettati con la società regionale Aria solo che poi, dopo il test del giugno 2025, ci si è accorti che facevano schifo e allora li deve fare Rapinese. Siamo alla follia, hanno messo una cosa che non si poteva guardare e poi, mentre scappavano, dicevano Rapinese pensaci tu“.

“Ci fa piacere questo attestato di stima – ha ironicamente aggiunto il sindaco – chiedono a noi di fare i parapetti perché ammettono che non sono capaci ma noi siamo impegnati in tanti cantieri, ora spero di portare la Ticosa, poi Muggiò, i nostri tecnici sono molto impegnati. E poi: dai Regione Lombardia, tu sei la potenza economica d’Italia, d’Europa, ce la fai a mettere due parapetti? E’ così complesso? No…“. Infine, un altro accenno alla presunta disparità di trattamento riservato dalla Regione ai diversi territori: “A confrontare la provincia di Sondrio e la provincia di Como ci sarebbe da vergognarsi…”.
E’ stata la consigliera leghista Elena Negretti, dopo le parole rivolte a Sertori, ha prendere le difese dell’assessore regionale: “L’assessore ha solo proposto al Comune di dare i fondi per realizzarli. E al sindaco sarebbe bastato fare una telefonata in Regione Lombardia per aggiornarsi sul lavoro che si sta portando avanti”.