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Sole splendente ma lungolago di Como ristretto per le pozze d’acqua: spuntano i coni, trionfa l’assurdo

Continua a viaggiare nel surrealismo spinto la vicenda del lungolago di Como che dopo 17 anni di cantiere per le paratie antiesondazione e oltre 30 milioni di fondi pubblici spesi tra Regione Lombardia e Comune continua a rimanere affogato in pozzanghere putride e maleodoranti anche con sole splendente e senza alcun cenno di esondazione.

Clamorosa la testimonianza che viene questa mattina, mercoledì 20 maggio, proprio dalla corsia che costeggia la nuova passeggiata all’altezza di piazza Cavour: per segnalare le pozze che non accennano a ritirarsi e anzi, se possibile, si fanno sempre più invadenti, con l’acqua che pare sgorgare dai tombini sotto la pressione del lago piuttosto alto (stamane a 99,4 centimetri sopra lo zero idrometrico, dato comunque lontanissimo da qualsiasi soglia di fuoriuscita), sono stati piazzati i classici coni bianchi e rossi per segnalare il problema.

Risultato? Grottesco e inevitabile: carreggiata beffardamente ridotta, code e forti rallentamenti nel tratto da piazza Matteotti fino a piazza Cavour. Un disagio di fatto completamente ‘artificiale’ poiché non legato ad alcun problema specifico di viabilità ma unicamente all’assurdità della corsia mangiata dall’acqua ‘misteriosa’ che invade l’asfalto.

Come dicevamo anche qui, si spera sempre che qualcuno – tra Regione Lombardia che ha materialmente eseguito i lavori anche nel sottosuolo, e Comune di Como, se non altro per la ricaduta territoriale del problema – un giorno spieghi ciò che al cittadino comune pare solo una gigantesca beffa.

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